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All'assemblea di Confesercenti, Berlusconi torna a difendersi dagli attacchi, dopo la 'condanna virtuale' nel processo Mills: "Non devo subire aggressioni delle toghe rosse". Di Pietro: "Eversivo è il premier". Anm: "inaccettabili gli insulti continui" contro le toghe.
Silvio Berlusconi
Roma, 28-05-2009
Silvio Berlusconi torna ad attaccare i giudici. Intervenendo all’assemblea della Confesercenti il presidente del Consiglio ha parlato di "grumi eversivi" all'interno dell'ordine giudiziario, rinnovando le sue accuse a Nicoletta Gandus, il giudice che ha presieduto il processo Mills. Il premier ha spiegato che il Lodo Alfano è stato necessario per evitare nuove "aggressioni delle toghe rosse" ribadendo che non lascerà la politica fino a quando non si arriverà alla separazione delle carriere in magistratura. Poi ha confermato il suo giudizio negativo sui pubblici ministeri: sono tra le categorie che "fanno male" ha detto. Quando Berlusconi ha pronunciato la frase sui grumi eversivi, dalla platea sono saliti fischi e qualche "buh". Ma ai contestatori ha replicato: "siete in quattro o cinque a fischiare, percentualmente irrilevanti".
Berlusconi: Pm, delinquenti e giornalisti sono categorie "che fanno male"
"È meglio che non parli dei grumi eversivi, altrimenti ne verrebbe fuori una gran discussione", esordisce Berlusconi, ma poi si lascia andare. Attacca la Gandus: "non è accettabile che chi giudica un cittadino di centrodestra vada in piazza a manifestare con i cartelli contro il governo", si definisce il "campione degli imputati" per i tanti procedimenti che ha dovuto patire, anche se precisa che è "sempre stato assolto". Spiega di aver voluto il Lodo Alfano, la legge che sospende i processi per le quattro più alte cariche dello Stato, per "non subire le aggressioni delle toghe rosse, come è accaduto negli ultimi 15 anni", perché "il presidente del Consiglio deve poter governare e non può difendersi". E ancora: garantisce che non andrà via sinché non avrà ottenuto la "separazione degli ordini", unica strada per un "giusto processo", perché oggi chi deve difendersi in un'aula giudiziaria "ha la vita rovinata". Infine ribadisce che i Pm sono, con i delinquenti e i giornalisti, tra le categorie "che fanno male".
Il 9 giugno Napolitano presiederà il plenum del Csm
La nuova sortita del capo del governo sulle toghe ha provocato reazioni soprattutto all'esterno dell'assise dei commercianti. Tensione alle stelle, mentre si avvicina la data del 9 giugno, quando il capo dello Stato presiederà il plenum del Csm. Come affronterà il nodo giustizia? Alla domanda dell'ANSA, fonti del Quirinale rispondono che Giorgio Napolitano si muoverà in assoluta continuità con i suoi interventi del 14 febbraio 2008 al plenum del Csm e di sabato scorso a Palermo, in occasione della commemorazione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Al plenum del Csm, il capo dello Stato sottolineò che politica e giustizia hanno "una comune responsabilità istituzionale" perciò non possono guardarsi "come mondi ostili, guidati dal sospetto reciproco". Napolitano richiamò "tutti al rispetto di regole, esigenze, equilibri resi vincolanti dal nostro ordinamento". Lo stesso concetto ripreso sabato, quando ha affermato che, nella lotta contro la mafia, conta "la crescita della coscienza critica e della fiducia nello Stato di diritto", aggiungendo che essa "può rafforzarsi solo in un clima di rispetto, sempre, degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati ad osservarli".
La reazione dell’Anm: "insulti quotidiani inaccettabili"
L'Associazione nazionale magistrati reagisce duramente alle critiche di Berlusconi. Parla di "insulti quotidiani inaccettabili" che "minano la credibilità delle istituzioni e del Paese". "In uno Stato di diritto fondato sulla divisione dei poteri non è accettabile che il primo ministro rivolga insulti e invettive nei confronti dell'ordine giudiziario", replica l'Anm, che ribadisce di non volersi far "trascinare" nello scontro.
Di Pietro: "eversivo" è Berlusconi perché non si fa processare
Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro accusa il premier di essere lui "eversivo": "È eversivo solo il comportamento di un presidente del Consiglio che, invece di sottoporsi alla giustizia, mette sotto accusa dei magistrati che hanno scoperto che ha corrotto un teste per far risultare nei processi un'innocenza che non aveva".
Il Pd: "Aggressione indecente"
Dal Pd Gianfranco Tenaglia parla di "aggressione indecente" alla magistratura, mentre Donatella Ferranti imputa a Berlusconi la volontà di "cercare vendette personali" nei confronti delle toghe. Dice Tenaglia: se il premier vuol fare una riforma della giustizia, "la faccia ma la smetta di ricattare il paese con un'indecente aggressione contro la magistratura per difendersi dai processi".
Le telecamere sono a Palazzo Chigi per la firma di un protocollo relativo alla ricostruzione in Abruzzo, ma il caso Noemi innesca un ennesimo fuori programma. Franceschini insiste nella campagna moralizzatrice: il Pd continuerà a mettere l'accento sui valori che un uomo pubblico deve trasmettere con i suoi comportamenti.
Con una battuta Silvio Berlusconi ironizza sul caso delle veline e nello stesso tempo replica alle accuse arrivate da alcuni giornali stranieri, nei suoi confronti a cominciare dal Financial Times.
