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Massimo D'Alema non ha dubbi: "Ci saranno ancora scosse". Alla festa del Pd a Roma, D'Alema osserva che il governo Berlusconi "comincia a mostrare crepe, paradossalmente siamo all'apice ma anche all'inizio del declino di Berlusconi".
Massimo D'Alema
Roma, 05-07-2009
Massimo D'Alema non ha dubbi: "Ci saranno ancora scosse". Alla festa del Pd a Roma, D'Alema osserva che il governo Berlusconi "comincia a mostrare crepe, paradossalmente siamo all'apice ma anche all'inizio del declino di Berlusconi".
"Marino non è adatto in questo momento"
"Ignazio Marino è una persona seria che non fa parte di quel nuovismo ignorante del quale parlano i giornali ma non credo che sia l'uomo giusto in questo momento
in grado di garantire un rilancio robusto del Pd" dice D'Alema alla festa del Pd. Secondo l'ex ministro degli Esteri a Marino "manca l'esperienza politica necessaria a dirigere questo partito soprattutto in questo momento". Diverso, ha concluso, sarebbe se fosse un altro momento storico. Epure D'Alema riconosce a Marino di essere una delle poche candidature nuove insieme a Bersani, dunque il vero terzo incomodo diventa Franceschini.
L'attacco a Franceschini
"A Berlinguer, Amendola dava fastidio; ma non gli è mai venuto in mente di mandarlo via". È l'esempio citato da Massimo D'Alema, durante la festa del Pd di Roma, riguardo alla candidatura che Dario Franceschini ha lanciato per il rinnovamento e contro il "vecchio" del partito. "Un gruppo dirigente che per sopravvivere fa la guerra alle maggiori personalità del suo partito - ha detto l'ex vicepresidente del Consiglio - è un gruppo dirigente modesto non migliore".
La candidatura di Franceschini non regge
"Sono rimasto molto colpito dalla candidatura di Franceschini che ha svolto il suo ruolo con l'appoggio di tutti dicendo porterò il partito alle elezioni e poi mi ritirerò, io non l'ho mai preso alla lettera ma non sono un moralista, non sono uno che dice che per questo non si sarebbe dovuto candidare, però avrebbe avuto un senso se si
fosse presentato come una persona che fa un appello unitario a dire: mettiamoci insieme e ricostruiamo il partito, invece ha detto mi candido perché non tornino quelli di prima. Ma chi erano? Rutelli e Fassino sostengono lui". "Che senso ha - ha concluso - evocare un nemico nella situazione in cui ci troviamo dai contorni indefiniti e costruire un congresso sullo scontro". "L'ho trovato un modo di porsi ingiusto". Il congresso del Pd "non è lo scontro con gli apparati: siamo un partito purtroppo ristrutturato in cui l'unica struttura è quella degli eletti e andando avanti così il rischio è quello di una torsione elettoralistica". "Tutta questa partenza contro gli apparati - ha concluso - mi è sembrata una falsa partenza".
L'appoggio a Bersani
"Bisogna ritrovare un modo diverso di stare insieme; per questo l'idea di un uomo sereno, tranquillo come Bersani, sempre fuori dalle polemiche, con il carattere di una persona che ha anche una sua umana simpatia, un uomo così può essere utile non solo dal punto di vista delle sue capacità ma anche per ridare serietà ed umanità a questo partito". D'Alema ha sottolineato di aver apprezzato le modalità della candidatura di Bersani che uniscono alla novità anche il riferimento alle radici. "Innestare il nuovo sulla consapevolezza della propria storia - ha detto - dà al nuovo una robustezza che altrimenti non ha".
Il Pd vive un momento di difficoltà
Finora, secondo D'Alema sono mancate "le basi solide, ora bisogna ricostruire un partito vero e serio, con basi più robuste", a partire dall'organizzazione e da un "nuovo progetto politico". Lo si può fare "attraverso una seria discussione politica", e l'occasione sarà il Congresso di ottobre.
"Sento il bisogno di un partito vero, abbiamo avuto una fase di partito-movimento, abbastanza confusa con una situazione nel paese allora di anarchia", ha detto l'ex premier Massimo D'Alema parlando della situazione del Pd anche sul territorio durante un dibattito alla festa del Pd.
D'Alema sottolinea che durante l'ultima campagna elettorale ha girato il Paese e ha aggiunto: "La situazione è preoccupante, abbiamo bisogno di un partito vero, non di un insieme di persone che concepiscono le primarie come un'occasione per una resa dei conti".
"Non è una situazione brillante - ha concluso - e non a caso abbiamo avuto due sconfitte elettorali che hanno visto anche un ridimensionamento nel nostro paese".
Pessime le primarie per la scelta del segretario
Massimo D'Alema è contrario alle norme dello Statuto del Pd che affidano ai cittadini attraverso le primarie la scelta del segretario. Ben vengano le primarie per le scelte pubbliche, ad esempio, la scelta dei parlamentari, ma il segretario e la linea politica del partito sono scelte che competono agli iscritti. Per D'Alema "questo finora è stato un problema serio per il Pd, sono state scelte sbagliate frutto della concezione per cui si dovesse destrutturare il partito perché visto come un ostacolo, dando ai cittadini il potere di demolirlo".
D'Alema sostiene che queste regole "devono essere cambiate, non ho dubbi", anche perché "chi si iscrive e non ha neanche il diritto di scegliere il segretario, perché dovrebbe iscriversi? E' una regola assurda. Devono votare gli iscritti, altrimenti non c'è più il partito. Di questo bisognera' discutere al Congresso".
"Nessuno - sostiene in una nota Piero Fassino - e tanto meno Dario Franceschini ha mai pensato di fare la guerra a Massimo D'Alema, né di fare un congresso per cancellare qualcosa o qualcuno". Ieri dalla Festa del Pd Massimo D'Alema aveva criticato le parole e il modo con cui Dario Franceschini ha annunciato la sua candidatura alla guida del Pd.
