Il direttore del Fondo monetario internazionale

"La disoccupazione aumenterà nel 2010 e forse anche nel 2011"

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Per Dominique Strauss-Kahn, capo dell'Fmi, l'aumento dei non occupati dipende dai ritardi con cui la crisi si ripercuote sul mercato del lavoro, rispetto all'andamento del Prodotto interno lordo. La Banca centrale europea si aspetta però una ripresa dell'economia nella zona euro dalla metà del 2010.

 
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Dominique Strauss-Kahn

Dominique Strauss-Kahn

L'Aquila, 09-07-2009

La disoccupazione aumenterà nel 2010, e forse anche nel 2011. Lo ha detto il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn in un incontro con la stampa durante i lavori del G8 in corso a L’Aquila. "La disoccupazione potrebbe crescere nel 2010 e forse nel 2011, dipende dai paesi".

Le preoccupazioni di Strauss-Kah
"Qualunque cosa accada sui tempi della ripresa – ha spiegato Strauss-Kahn – la disoccupazione aumenterà nel 2010 e forse nel 2011, dipende dai Paesi". Il direttore generale del Fmi ha detto che questo accade a causa dei ritardi con cui la crisi si ripercuote sul mercato del lavoro rispetto all'andamento del Pil. "Il picco - ha osservato - può ritardare fino ad un anno". Pertanto, ha concluso Strauss-Kahn, "anche con la ripresa, se non si approntano sforzi energici contro la disoccupazione potremmo essere incapaci di affrontarne gli effetti".

La Bce: nell’area euro la ripresa inizierà a metà 2010
La crisi nell'area euro sta rallentando e la ripresa inizierà entro metà dell'anno prossimo. È la previsione contenuta nel bollettino mensile diffuso oggi dalla
Banca Centrale Europea. L'attività economica - si legge nel documento - dovrebbe restare debole per tutto il 2009, ma con una riduzione meno pronunciata rispetto al primo trimestre di quest'anno e successivamente, dopo una fase di stabilizzazione, è prevista una graduale ripresa, con tassi di crescita positivi sul trimestre precedente entro la metà del 2010. I rischi al ribasso comunque persistono, per via dell'ulteriore deterioramento che interesserà il mercato del lavoro e la possibilità di un rialzo superiore al previsto dei prezzi delle materie prime. Quanto all'inflazione - prosegue la Bce - la fase attuale di tassi bassissimi o negativi è destinata a durare ancora per pochi mesi, dopo i quali i prezzi torneranno a crescere.

Necessario risanare i conti pubblici entro il 2011
L'Eurotower sottolinea come i miglioramenti delle prospettive economiche siano legate al successo delle misure anticrisi varate dai governi, misure che hanno però avuto forti ripercussioni sulle finanze pubbliche, sia pure in maniera diversa da paese a paese. Ad esempio le misure a sostegno delle banche, calcola la Bce, avranno un impatto pari a zero sui conti italiani e pari addirittura a un massimo del 242% del Pil nel caso dell'Irlanda. Proprio per questo, avverte Francoforte, i governi dell'area euro nel 2011 dovranno intensificare gli sforzi di risanamento dei conti pubblici.

 

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