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Sciopero di 184 ore, fino alle 22 di venerdi' 17. A rischio l'approvvigionamento di carburante in tutto il nord e centro Sardegna.
Migliaia protestano contro la crisi in Sardegna
Porto Torres, 10-07-2009
Oltre 20 mila persone, secondo stime sindacali, 15 mila per la questura, si sono riversate nelle vie di Cagliari per lo sciopero generale di 8 ore dell'industria e dei servizi proclamato da Cgil, Cisl e Uil. Alla manifestazione partecipano, aprendo il corteo subito dopo lo striscione dei sindacati, i lavoratori del polo petrolchimico di Porto Torres che l'Eni ha deciso di fermare per due mesi.
Dalle 6 di stamane, mentre i pullman e i treni speciali partivano alla volta del capoluogo, a Porto Torres e' scattato lo sciopero di 184 ore, fino alle 22 di venerdi' 17, che interessa il parco serbatoio e il pontile liquidi: a rischio l'approvvigionamento di carburante in tutto il nord e centro Sardegna.
Gli operai del petrolchimico, che ieri avevano bloccato la banchina del porto commerciale impedendo l'uscita dei turisti, sono giunti a Cagliari con magliette e striscioni che riportano diversi slogan: su tutti "Solo sviluppo", "L'Eni non scalda...brucia!", "Non c'e' fututo ma disperazione...senza sviluppo e occupazione".
Lo sciopero e' stato proclamato dai confederali contro lo smantellamento dell'apparato produttivo sardo, le morti e gli infortuni sul lavoro e le politiche degli appalti al massimo ribasso, la disoccupazione e la nuova emigrazione, l'aumento delle poverta' e l'azzeramento del sistema formativo.
"Serve un nuovo patto tra le istituzioni e le forze sociali e produttive dell'isola - avvertono i leader di Cgil, Cisl e Uil - per avviare il nuovo congresso del popolo sardo che porti all'apertura di un tavolo a Palazzo Chigi per lavoro e imprese".
