Napolitano:"Troppo divario con il Nord"

La meglio gioventù lascia il Sud

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"Deve crescere nelle istituzioni, così come nella società, la coscienza che il divario tra Nord e Sud deve essere corretto". Il capo dello Stato Giorgio Napolitano mette il dito nella piaga, con il messaggio inviato al Presidente dell'Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno, Nino Novacco in occasione della presentazione del Rapporto SVIMEZ 2009 sull'economia del Mezzogiorno. Che descrive ancora una volta un Sud abbandonato dalle sue forze migliori.

 
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Dopo gli studi, fuga dal sud

Dopo gli studi, fuga dal sud

Roma, 16-07-2009

"Deve crescere nelle istituzioni, così come nella società, la coscienza che il divario tra Nord e Sud deve essere corretto". Il capo dello Stato Giorgio Napolitano mette il dito nella piaga, con il messaggio inviato al Presidente dell'Associazione per lo Sviluppo dell'Industria nel Mezzogiorno, Nino Novacco in occasione della presentazione del Rapporto SVIMEZ 2009 sull'economia del Mezzogiorno. Che descrive ancora una volta un Sud abbandonato dalle sue forze migliori.

"Nell'attuale situazione di crisi economica e finanziaria, che spinge a dare priorità agli interventi che possono mitigarne gli effetti sulle famiglie e sulle imprese, il lavoro della SVIMEZ ci aiuta anche a comprendere la necessità di una analisi non limitata all'immediato", scrive Napolitano.

"La crisi economica - prosegue - rafforza il convincimento che una prospettiva di stabile ripresa del processo di sviluppo debba essere fondata sul superamento degli squilibri territoriali, necessario per utilizzare pienamente tutte le potenzialità del nostro Paese. Il fatto che le politiche di riequilibrio territoriale messe in atto in passato abbiano conseguito risultati insufficienti rende certamente indispensabile un forte impegno di efficienza e di innovazione da parte delle istituzioni meridionali; ma questo impegno non sarebbe sufficiente senza il supporto di una strategia di politica economica nazionale mirata al superamento dei divari in termini di dotazione di infrastrutture, di investimento in capitale umano, di rendimento delle amministrazioni pubbliche e di qualità dei servizi pubblici".

Addio al Sud
Il Rapporto Svimez mette in evidenza l'impennata delle partenze dei migliori laureati del Sud: "Nel 2004 partiva il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti; tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%". Rispetto ai primi anni 2000 sono "cresciuti i giovani meridionali trasferiti al Centro-Nord dopo il diploma che si sono laureati li' e li' lavorano, mentre sono calati i laureati negli atenei meridionali in partenza dopo la laurea in cerca di lavoro".

In dieci anni, tra il 1997 e il 2008, "circa 700mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno. Nel 2008 il Mezzogiorno ha perso oltre 122mila residenti a favore delle regioni del Centro-Nord a fronte di un rientro di circa 60 mila persone. Riguardo alla provenienza, oltre l'87% delle partenze ha origine in tre regioni: Campania, Puglia, Sicilia. L'emorragia piu' forte in Campania (-25 mila), a seguire Puglia e Sicilia rispettivamente con 12,2 mila e 11,6 mila unità in meno. Nel 2008 sono stati 173.000 gli occupati residenti nel Mezzogiorno ma con un posto di lavoro al Centro-Nord o all'estero, 23 mila in piu' del 2007 (+15,3%). Sono i pendolari di lungo raggio, cittadini a termine che rientrano a casa nel week end o un paio di volte al mese".

E a lasciare il Mezzogiorno sono giovani e con mansioni importanti: "L'80% ha meno di 45 anni e quasi il 50% svolge professioni di livello elevato".

Ai margini
Cresce poi al sud la zona grigia della disoccupazione che raggruppa scoraggiati e lavoratori potenziali: 95 mila persone in piu' lo scorso anno. Secondo il rapporto Svimez, dal 2004 al 2008 'i disoccupati impliciti e gli scoraggiati sono aumentati di 424 mila unita". In poco piu' di dieci anni, tra il 1997 e il 2008, circa 700 mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno. Il settore industriale, secondo il rapporto, al sud ha visto un calo del pil del 3,8%. Le produzioni manifatturiere hanno segnato un calo di oltre il 6%. Nel 2008 - afferma ancora lo Svimez - i disoccupati sono aumentati piu' al centro-nord (+15,3%) che al sud (+9,8%). Ma il tasso di occupazione nel Meridione è sceso al 46,1%.

Fuori mercato
All'Italia spetta il non invidiabile primato del tasso di disoccupazione giovanile piu' alto in Europa, di cui è responsabile soprattutto il Mezzogiorno. Nel 2008 - sempre secondo il Rapporto - solo il 17% dei giovani meridionali tra i 15 e i 24 anni lavorava, contro il 30% del centro-nord.

Niente credito
Al sud resta noltre il problema dell'accesso al credito: dal 2004 al 2006 il 9,3% delle imprese ha lamentato difficolta', anche per il calo del numero delle banche, contro il 3,8% che hanno segnalato lo stesso problema al nord.

 

La vignetta di Gianni Carino

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