Parole chiave: fiducia e regole

Franceschini: la laicità un principio intoccabile

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"Dobbiamo dirlo. Il centrosinistra ha colpe precise, non aver approvato una normativa sul conflitto d'interessi quando era maggioranza dal 1996 al 2001. Ma quella responsabilità non ci può spingere adesso a restare ancora fermi e silenti". Lo ha detto Dario Franceschini all'Acquario romano illustrando il suo programma.

 
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Dario Franceschini

Dario Franceschini

Roma, 16-07-2009

"Dobbiamo dirlo. Il centrosinistra ha colpe precise, non aver approvato una normativa sul conflitto d'interessi quando era maggioranza dal 1996 al 2001. Ma quella responsabilità non ci può spingere adesso a restare ancora fermi e silenti". Lo ha detto Dario Franceschini all'Acquario romano illustrando il suo programma.

Non torneremo indietro, serve coraggio
Il Pd non tornerà indietro. Il segretario del partito Dario Franceschini lo dice nell'intervento con il quale presenta il proprio programma per la sfida congressuale di ottobre. "Non torneremo indietro. Non torneremo a riconoscerci nelle provenienze che abbiamo scelto liberamente e consapevolmente di lasciare alle nostre spalle". Aggiunge Franceschini: "Ci vuole sempre più coraggio quando si sceglie di andare avanti. Fermarsi o tornare indietro può essere più tranquillo o rassicurante, soprattutto in un tempo di paure e incertezze. Ma noi vogliamo un partito che ha il coraggio di rischiare".

Parole chiave fiducia e regole
Dario Franceschini illustra il suo programma all'Acquario romano ed elenca le parole chiave della sua idea di riformismo: "La prima parola è fiducia" come "risposta alla paura che la destra alimenta e scavalca parlando di sicurezza". E quindi, "servono misure e comportamenti che alimentino la fiducia personale e collettiva, che tiene insieme la vita, le comunità, il mercato. Tutte le nostre politiche e le nostre proposte concrete devono essere costruite attorno a questo messaggio positivo". Invece che avere quella paura che "spinge alle ronde, a difendersi da soli, a rinchiudersi in casa impauriti dagli altri che ti vivono vicini e da come te li rappresenta la televisione".

Secondo Franceschini, servono misure per "proteggere i lavoratori e i cittadini dalla crisi" ma anche "riforme economiche necessarie a dare prospettive a famiglie e imprese" fino alle "riforme istituzionali che ridiano fiducia ai cittadini in uno stato e in una politica che debbono essere basati sulla trasparenza e sull'efficienza". Serve poi, "combattere la precarieta', migliorare le condizioni dei lavoratori e dare alle imprese protezione dalla crisi e sostegno per innovare, sono due pezzi della stessa politica, la nostra politica". E ancora, ridare fiducia alle persone impaurite, "per questo vogliamo cambiare il nostro Welfare".

La seconda parola del riformismo di Franceschini è regole: "Da anni - sostiene - la destra italiana predica la sregolatezza che tollera o incentiva le irregolarità, che esalta l'individualismo, la furbizia dell"ognun per se" in ogni campo". E invece, sottolinea Franceschini, servono "buone regole" che sono "strumenti di tutela dalle ingiustizie e dalle disuguaglianze. Noi vogliamo buone regole che oltre a sancire i diritti, stabiliscano doveri e responsabilità, garantiscano la sicurezza collettiva. Se ci fosse stato più rispetto delle regole - dice l'attuale segretario del Pd - non avremmo avuto i disastri di Viareggio e le conseguenze del terremoto che ha colpito L'Aquila e l'Abruzzo. Non avremmo 1.300 morti sul lavoro ogni anno e oltre 6.000 sulle strade".

La laicita' dello Stato e' un "principio intoccabile"
"Non dobbiamo cadere nella tentazione di far diventare questo tema il terreno dello scontro e delle divisioni congressuali. Deve essere invece la base condivisa del nostro percorso comune". Lo ha detto Dario Franceschini nel discorso per la sua candidatura alla segreteria. Secondo Franceschini il Pd deve essere un "partito baluardo della laicita' capace di resistere ad ogni tentativo di condizionarne le scelte". "Un partito che delle contaminazione fa un atto di forza contro gli integralismi".
Per il segretario del Pd "essere laici nelle societa' contemporanee significa accettare che nessuna scelta politica sia sottratta alla faticosa strada delle necessarie sintesi" perche' "la laicita' e' la garanzia della liberta' di tutti".

 

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