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Due secondo il magistrato, le ipotesi della strage di via D'Amelio. "si pensa che Borsellino fosse venuto a conoscenza della trattativa tra la mafia e lo Stato e che si fosse messo di traverso. Un'altra ipotesi: la trattativa si era arenata, e allora Toto' Riina accettò l'esecuzione della strage.
La strage di Via D'Amelio
Caltanissetta, 21-07-2009
L'agenda rossa di Paolo Borsellino "non e' stata certo la mafia a farla sparire": ne e' convinto il procuratore capo di Caltanissetta Sergio Lari.
Diverse, secondo il magistrato, le ipotesi della strage di via D'Amelio. "Una e' questa: si pensa che Borsellino fosse venuto a conoscenza della trattativa e che si fosse messo di traverso. E, proprio per questo, sarebbe stato ucciso. Un'altra ipotesi:
quella trattativa si era arenata, e allora Toto' Riina ha deciso di accelerare l'esecuzione della strage di via D'Amelio allo scopo di costringere lo Stato a venire a patti. Adesso,
lentamente, emergono possibili se non addirittura probabili rapporti tra Cosa nostra e settori deviati dello Stato", spiega il magistrato in un'intervista a Repubblica.
"Negli ultimi sei mesi siamo venuti a sapere alcuni particolari che ci hanno permesso di spingere le nostre indagini sulle stragi in territori non solo di mafia", afferma il magistrato, facendo riferimento, in primo luogo, alle rivelazioni del pentito Gaspare
Spatuzza. "Io non sono nella mente di Toto' Riina - afferma Lari - pero' lui sa che Gaspare Spatuzza sta parlando con noi. Non sa esattamente che cosa ci sta dicendo, ma credo che in qualche modo lo immagini. Credo che anche lui pensi che ci sara' proprio una svolta nelle indagini. Ecco perche' e' intervenuto. Vuole dirci qualcosa. E' abbastanza chiaro che quel suo messaggio a mezzo stampa era diretto a noi, ai titolari delle indagini sulle stragi: i magistrati di Caltanissetta". I quali, assicura Lari,
sono "pronti" ad ascoltare il boss: "Ho l'impressione che a quasi 80 anni Toto' Riina voglia levarsi qualche sassolino dalle scarpe".
"Paolo Borsellino a me disse che non sapeva nulla delle minacce di morte che lo riguardavano". Salvo Andò, che nel giugno del 1992 era da poco stato nominato ministro della Difesa, ricostruisce il suo ultimo incontro con il magistrato ucciso dalla mafia.
Il 19 luglio 1992 morirono il giudice Paolo Borsellino e i cinque uomini della sua scorta. Napolitano: "Borsellino, un eroico protagonista della battaglia per la legalità e la difesa dello Stato democratico".
Il figlio dell'ex sindaco mafioso di Palermo è disposto a sottoporsi ad un confronto con Totò Riina dopo che il capomafia ha negato ogni responsabilità nella strage in cui mori' il giudice Borsellino. Riina ha detto che Ciancimino e il padre furono protagonisti della trattativa che le cosche avrebbero fatto con pezzi dello Stato per porre fine alla strategia stragista.
