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L'incidente e' stato causato da una brusca elevazione della pressione dell'acqua in una delle sue dieci turbine, di cui non e' al momento nota l'origine, hanno detto i responsabili.
Un'immagine della catastrofe
Mosca, 18-08-2009
Proseguono le ricerche dei 64 dispersi nell'incidente che ieri ha messo fuori uso la più grande centrale idroelettrica russa, nella Siberia orientale. Finora sono stati recuperati 12 corpi.
L'olio fuoriuscito ha formato una macchia che si e' estesa gia' per 80 km nell'area intorno alla centrale, prevalentemente nell'attiguo bacino Mainski, ma anche nel fiume Ienisiei. Secondo il ministro per le Situazioni di emergenza non ci sarebbe, tuttavia, pericolo per l'approvvigionamento di acqua potabile.
L'incidente ha gravemente ridotto l'approvvigionamento elettrico della regione. L'attivita' della centrale idroelettrica di Saiano Chouchenskaia, nella regione della Khakassia in Siberia, vicino alla frontiera con la Mongolia e a circa 4.300 chilometri da Mosca, e' stata totalmente interrotta dopo la catastrofe.
L'incidente e' stato causato da una brusca elevazione della pressione dell'acqua in una delle sue dieci turbine, di cui non e' al momento nota l'origine, hanno detto i responsabili. La centrale, situata sul fiume Ienissei, e' una delle piu' potenti del mondo, con una capacita' di 6,4 milioni di kilowatt l'ora. La diga, che culmina a 245 metri di altezza, e' lunga 1.074 metri. Secondo l'ultimo bilancio del ministro russo delle situazioni d'emergenza, Sergei Choigu, giunto sul posto dell'incidente, "dodici persone sono morte, 64 persone sono considerate disperse" ha riferito l'agenzia Interfax. "Circa 300 persone" si trovavano sul posto al momento dell'incidente, ha detto Andrei Mitrofanov, ingegnere capo della centrale, citato dall'agenzia Itar-Tass.
