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Nato per rimpiazzare la Costituzione europea, respinta da Francia e Olanda nel 2005, il Trattato, prima del sì odierno, aveva registrato il 'no' dell'Irlanda dove gli elettori in un referendum lo bocciarono a giugno del 2008. Ora con il via libera di Dublino restano gli ostacoli della Polonia e della Repubblica Ceca dove entrambi i Parlamenti lo hanno approvato ma manca la controfirma dei rispettivi presidenti.
Il voto in Irlanda
Dublino, 03-10-2009
Il Si' ha vinto il referendum irlandese sul Trattato di Lisbona con il 67,1% dei voti. Il No ha avuto il 32,9%. Sono questi i dati definitivi, secondo quando ha annunciato la tv pubblica Rte. L'affluenza e' stata del 58%. Il passaggio di voti dal No al Si' e' stato del 20,5%, rispetto al 2008, quando i contrari erano stati il 53,4%.
Le scene di giubilo dopo la bocciatura del referendum nel giugno del 2008 fecero venire i brividi ai costruttori dell'Europa unita: l'Irlanda, roccaforte dei sentimenti europeisti, stava diventando euroscettica come la vicina Gran Bretagna. Ma 18 mesi dopo, i trionfatori dello scorso anno fanno oggi i conti con una debacle che ha visto un 20% di elettori in media passare da No al Si'. Una sconfitta che ha simbolicamente un leader, l'imprenditore Declan Ganley, con la sua associazione Libertas.
Nel 2008 convinse gli irlandesi che l'Europa voleva usurpare la loro sovranita'. Ieri, il bis non gli e' riuscito. "Sono deluso, certo. Ma rispetto il risultato, in ogni caso, la gente si e' espressa", ha detto Ganley, concedendo la vittoria del Si'.'Mr. No', come era stato soprannominato, ha elogiato il premier Brian Cowen per la sua battaglia referendaria, forse pero' con un pizzico di sarcasmo nella voce: "Dal punto di vista politico ha condotto una campagna fenomenale. E' una vittoria convincente, un mandato, gli auguro ogni fortuna". Ganley, che e' entrato nella campagna referendaria solo tre settimane fa, dopo essersi tenuto fuori a lungo, ha comunque accusato il governo di aver condotto una campagna scorretta: "Hanno parlato solo di occupazione e ripresa economica. "Noi irlandesi abbiamo fatto un errore", ha affermato, mettendo in dubbio le garanzie ottenute dal premier Brian Cowen a Bruxelles sui capitoli della sovranita' e neutralita' irlandese. "Vediamo se tra un anno avranno mantenuto la parola", ha concluso.
La vittoria del Si' e' stata presto ammessa da Richard Green, portavoce di Coir (giustizia), che nella sua campagna aggressiva contro Lisbona aveva previsto la fine della sovranita' nazionale irlandese se fosse passato il referendum, e anche un crollo della moralita' delle ragazze irlandesi, in base al temuto ammorbidimento della legge sull'aborto (che non ci sara', viste le garanzie scritte dell'Ue in questo senso). "Sembra abbia vinto il Si' - ha affermato - Voglio esprimere la mia solidarieta' e compassione per tutte quelle persone che si sono impegnate spinte dall'amore per il proprio Paese. Siamo molto delusi, la voce della gente non e' stata ascoltata, lo scorso anno, e hanno voluto ripetere il referendum". Forse il tempo dara' ragione agli antieuropeisti, chissa'. Ma intanto, stavolta, erano i sostenitori allegri e vocianti del Si' che festeggiavano alle porte del Castello di Dublino, con palloncini gialli e magliette con su scritto YES.
Il Sì al referendum irlandese sul Trattato di Lisbona, secondo i primi dati ufficiali, si è imposto ampiamente nei primi due collegi elettorali che hanno terminato il conteggio dei voti.
Si sono aperti in Irlanda i seggi per il secondo referendum sul Trattato di Lisbona. Dopo il no di giugno 2008, secondo i sondaggi, si profila una vittori del si'.
Il Sì ha riportato una vittoria netta al secondo referendum irlandese sul trattato di Lisbona e i leader europei tirano un sospiro di sollievo scansando la paura di un nuovo stallo costituzionale dopo quello in cui la Ue è precipitata dal giugno del 2008, quando gli irlandesi respinsero il Trattato con il 53,4% di voti contrari
