Presidente della Regione Lazio "sconcertato"

Video ricatto, Marrazzo: "Tutto falso, pretendo rispetto"

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Quattro carabinieri sono stati arrestati, a Roma, con l'accusa di aver ricattato a scopo estorsivo il governatore del Lazio Marrazzo. I quattro militari avrebbero preteso somme di denaro, circa 80mila euro, perché in possesso di un filmato che avrebbe ritratto Marrazzo in un momento della sua vita privata. Il presidente della Regione: parlerò quando cadrà il segreto istruttorio

 
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Piero Marrazzo

Piero Marrazzo

Roma, 23-10-2009

"Mi era stato chiesto dall'autorita' inquirente, di mantenere il massimo riserbo, in osservanza del segreto istruttorio. A questo impegno mi sono attenuto nella giornata odierna, considerando largamente prevalente l'interesse generale della giustizia a fronte di un presunto coinvolgimento della criminalita' organizzata in questa inchiesta".

Lo dichiara in una nota il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo a proposito della vicenda che ha portato all'arresto di quattro carabinieri che lo avrebbero ricattato.

"Quando non saro' piu' vincolato al segreto istruttorio sara' mia cura precisare ogni aspetto di questa vicenda e informare l'opinione pubblica rispetto a quanto accaduto in una situazione in cui sono parte offesa", aggiunge e dice anche: "In questi giorni ho fornito pieno supporto alla magistratura, e continuero' a farlo anche in futuro, in relazione alla delicata indagine ancora in corso condotta dalla Direzione distrettuale antimafia".

 

 

Non ero a conoscenza
"Non ero a conoscenza di questa vicenda. Quanto sta accadendo non risponde a verità". E' questo il commento del presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, oggi a Frosinone, alla notizia dell'arresto di quattro carabinieri per una tentata estorsione ai suoi danni per un video che lo ritrarrebbe in intimità con un 'altra persona.

 

Domani gli interrogatori dei militari arrestati e accusati anche di rapina nei confronti del presidente della Regione. Avrebbero estorto a Marrazzo una cifra intorno ai cinquantamila euro mentre non e' chiarito se il video sia stato girato da un altro transessuale o dai carabinieri stessi.

L'ipotesi degli investigatori è quella di un ricatto con la richiesta di 80mila euro per non diffondere le immagini, che ha portato all'arresto di quattro carabinieri a Roma. "Ora pretendo il massimo rispetto sull'argomento", ha concluso il presidente della Regione Lazio

Il Corriere della Sera  ricostruisce l'origine dell'inchiesta, nata per caso: "Circa sei mesi fa, ascol­tando alcune conversazioni intercettate, gli investigatori scoprono che qualcuno sta cercando di vendere a una so­cietà di produzioni televisive di Milano un filmato che ri­trae Marrazzo insieme ad un’altra persona in atteggia­menti privati. Si decide così di attivare nuovi controlli e si scopre che chi ha in mano la videocassetta è riuscito ad ar­rivare anche al governatore per ricattarlo".

Per La Stampa "per quattro volte, l’esponente istituzionale secondo gli investigatori avrebbe pagato 20mila euro (80mila in tutto) perché quel maledetto video in cui si racconta una sua relazione privata non venisse distribuito. Ma interrogato il governatore avrebbe sempre smentito di aver ceduto al ricatto". 

I quattro arrestati sarebbero sottoufficiali di una compagnia dell'arma di Roma e sono stati bloccati dai carabinieri del Ros. Per il governatore "è stato sventato un tentativo di estorsione basato su una bufala. Sono amareggiato e sconcertato per come a pochi mesi dalle elezioni si tenti di infangare l'uomo Marrazzo per colpire il Presidente Marrazzo". Il governatore "ringrazia la magistratura e la stessa Arma dei carabinieri per la serietà del loro operato".

"I quattro carabinieri arrestati sono quattro mele marce che abbiamo immediatamente scoperto e isolato dalla istituzione alla quale non sono degni di appartenere", ha detto il comandante provinciale dei Carabinieri di Roma, gen. Vittorio Tommasone.

 

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