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Brenda, il cui vero nome era Wendell Mendes Paes, nata il 28 novembre 1977, è morta per asfissia: l'autopsia lo conferma. Si cerca un secondo cellulare della trans, sparito. Secondo sopralluogo nel monolocale di Via Due Ponti. E' "equivoca e complessa" la scena del crimine
La casa di Brenda
Roma, 21-11-2009
E' stato effettuato questa mattina, dalla polizia scientifica e dal capo della squadra mobile di Roma, Vittorio Rizzi, un lungo sopralluogo nell'abitazione di Brenda, la transessuale coinvolta nel caso Marrazzo e trovata cadavere alle 4,00 di ieri mattina. Il sopralluogo e' cominciato intorno alle 8,00 ed e' terminato alle 11,30.
Brenda, la trans trovata morta ieri in un monolocale, a Roma, è deceduta per asfissia da monossido di carbonio sprigionatosi nel rogo divampato nella sua abitazione. Lo ha confermato l'autopsia compiuta oggi sul suo corpo. La tac non ha invece riscontrato alcuna lesione.
Intanto, gli inquirenti ipotizzano che Brenda avesse un altro cellulare - dopo quello che le era stato rubato durante l'aggressione subìta l'8 novembre scorso- che per ora non è stato trovato.
Si cerca di capire anche se avesse assunto sonniferi, alcol o stupefacenti.
Scena del crimine
E' "equivoca e complessa" la scena del crimine che gli investigatori si sono trovati davanti a via Due Ponti, nel piccolo monolocale dove e' stata ritrovata morta Brenda, il cui vero nome era Wendell Mendes Paes nata il 28 novembre 1977. Avrebbe compiuto 32 anni la prossima settimana.
Ulteriori passi avanti si attendono dagli esami tecnici sul materiale sequestrato - tra cui il pc trovato nel lavandino - e dall'autopsia sul corpo della trans. Una scena equivoca, nel senso che - si sottolinea - non c'erano elementi che inequivocabilmente diano una semplice chiave di lettura: la trans morta al piano di sopra, il pc nel lavandino, il borsone con gli indumenti bruciati vicino alla porta.
In casa non c'era liquido infiamambile. La bottiglia di whisky inoltre non e' stata trovata vicino al corpo della trans, vestito solo di un lenzuolo, annerito e riverso a terra sul soppalco del piccolo monolocale di Due Ponti. Non sono stati trovati nemmeno medicinali a prima vista. Il pc, confermano gli investigatori della questura, e' stato trovato nel lavandino del bagno, sotto il getto del rubinetto.
Una vicenda, quindi tutta da illuminare attraverso appunto gli esami tecnici. Gli investigatori della squadra mobile che indagano per l'omicidio della trans coinvolta nel caso Marrazzo, inoltre hanno ricostruito le ultime ore di vita di Brenda, fino a circa le 2.30, quando, dopo essersi prostituita per strada nella zona del bowling, il tassista l'ha riaccompagnata a casa, da sola. Ora si cerca di ricostruire quel buco di meno di due ore: i vigili del fuoco infatti sono stati chiamati per un incendio che si stava sviluppandosi all'interno dell'appartamento alle 4:16 e sono arrivati sul posto alle 4:33. Ovvero, dalle 2.30 circa, un buco di meno di due ore, durante il quale pero' puo' essere successo di tutto: Brenda puo' essere uscita nuovamente o puo' aver
fatto entrare qualcuno.
In attesa degli esami tecnici, e' previsto un ulteriore sopralluogo nel monolocale di via Due Ponti.
Marrazzo: è colpa mia. L'avvocato smentisce
"E' colpa mia, e' colpa mia. Dopo aver distrutto me, hanno fatto morire anche lei. Non e' possibile, non e' giusto, non doveva andare cosi'. Perdonatemi per il male che ho fatto a tutti quanti. Non volevo. Ho sbagliato, ho commesso tanti errori, ma non doveva finire cosi'...". Piero Marrazzo, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, avrebbe accolto con queste parole la notizia della morte del trans Brenda, chiedendosi inoltre: "Allora e' vero che c'e' un complotto, e' vero che dietro c'e' qualcosa di grosso. Dio mio che ho combinato, perdonatemi vi prego. Non volevo coinvolgere la mia famiglia, non volevo far soffrire nessuno".
Il legale dell'ex governatore della Regione Lazio Luca Petrucci ha smentito presunte interviste o dichiarazioni rilasciate dallo stesso Marrazzo in merito alla morte del transessuale Brenda. "Leggo sul Corriere della Sera e su Repubblica - ha detto il legale - presunte dichiarazioni di Piero Marrazzo o di suoi ipotetici amici sulla tragica scomparsa del trans Brenda. Tali dichiarazioni, alcune addirittura virgolettate e con citazioni di sms, sono false dalla prima all'ultima parola in quanto Marrazzo, pure informato dalla moglie su quanto accaduto, non ha incontrato o parlato con nessuno di questa tragica vicenda".
L'autopsia conferma morte per asfissia
L'autopsia ha confermato che il decesso del transessuale Brenda e' avvenuto per il gas sprigionatosi nell'incendio divampato nell'appartamento. La tac ha evidenziato che sul cadavere non sono presenti lesioni. Gli investigatori intanto stanno cercando un secondo cellulare di Brenda. Testimoni sostengono che ne aveva piu' di uno. Un apparecchio le fu rubato l'8 novembre.
Nella casa del transessuale sono stati trovati dei tranquillanti. La tac ha anche escluso la presenza di lesioni sul corpo di Brenda. Anche oggi le amiche di Brenda hanno ribadito che lei, dopo lo scandalo che ha travolto l'ex presidente della Regione, Pier Marrazzo, stava male psicologicamente e aveva paura.
Mettere il pc di Brenda in acqua nel lavandino può non aver cancellato la memoria. Anche se bagnato, sottolineano fonti investigative, è possibile recuperare il contenuto dell'hard disk. E' quello che gli esperti faranno nei prossimi giorni.
Una scena del crimine 'complessa' ed 'equivoca'. Molti dati farebbero propendere per l'omicidio, mentre la pista del suicidio e quella dell'incidente hanno perso consistenza. Conoscenti e vicini di casa di Brenda (vero nome Wendell), uccisa da esalazioni di fumo in via dei Due Ponti a Roma, sono stati ascoltati in Questura. Si cerca di ricostruire le circostanze in cui è avvenuta la morte della trans coinvolta nel caso Marrazzo e le sue ultime ore di vita
