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A quasi cinque anni esatti dalla morte di Federico Aldrovandi, fermato da una volante della polizia, la sua vicenda viene ripercorsa da un documentario che uscirà subito anche in dvd, con un libro allegato.
Federico Aldrovandi, da ragazzo.
Venezia,
“È stato morto un ragazzo”. Questo è il titolo del documentario del giornalista Rai Filippo Vendegnati. È stato proiettato oggi, ai magazzini del Sale in una delle sezioni fuori concorso del Festival del Cinema.
“È un film grandioso, rende nel modo più giusto quello che successo. È asciutto, diretto, impeccabile nel raccontare i fatti, ma rende anche la persona che era Federico…gli dà giustizia”. Sono le parole della madre di Federico, la stessa persona che il 2 gennaio del 2006, aprendo un blog, era riuscita a portare all’attenzione collettiva la vicenda del figlio, morto dopo essere stato fermato dalle forze dell'ordine nelle prime ore del mattino.
E scriveva: “Erano ormai le cinque del mattino. I ragazzi hanno raccontato che gli hanno offerto un passaggio ma Federico non aveva voglia di rientrare subito. Sarebbe tornato a piedi. Era vicino a casa…”. Con documenti originali, filmati d’archivio e sequenze ricostruite il documentario riesce a raccontare la morte di Federico e tutto quello che ne è seguito. Per i genitori di Federico e il fratello era la prima volta in cui hanno avuto la possibilità di vedere il documentario. “Abbiamo fatto questa scelta come ringraziamento a tutte le persone che hanno lavorato al film. È il punto culminante del nostro lavoro” avevano detto ieri.
La vicenda
Federico Aldrovandi è stato ucciso il 25 settembre del 2005. Nel luglio 2009 appartenenti alle forze dell’ordine sono stati condannati a tre anni e sei mesi per eccesso colposo in omicidio colposo, condanna annullata quasi completamente dall’indulto. Nel marzo di quest’anno altri tre poliziotti sono stati condannati, in primo grado, per il depistaggio delle indagini.
La Quarta Sezione Penale della Cassazione ha rigettato i ricorsi degli agenti Enzo Pontani, Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri, contro la sentenza con cui la Corte d'Appello di Bologna li aveva condannati a 3 anni e mezzo di reclusione.
Si è aperto oggi il processo di appello contro Enzo Pontani, Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri, i quattro poliziotti condannati in primo grado a 3 anni e 6 mesi per l'omicidio di Federico Aldrovandi, il 18enne ferrarese che ha perso la vita nel 2005 dopo un'intervento della polizia.
Alex de la Iglesia per il film "Balada triste de Trompeta" ha vinto il Leone d'argento per la migliore regia. Coppa Volpi per il miglior attore a Vincent Gallo, per il film "Essential Killing" del regista polacco Jerzy Skolimowski. La migliore attrice è Ariane Labed, per il film greco "Attenberg" di Athina Rachel Tsangari. Solo premi minori agli italiani.
Il film di Ascanio Celestini vince il premio dedicato all'artista calabrese, istituito per premiare le pellicole che più si avvicinano alle arti figurative. "La pecora nera" racconta la vita nei manicomi italiani negli anni '60 dal punto di vista di un internato. Oggi alle 18 la premiazione.
Prima per la stampa del film tratto dal debutto-bestseller di Paolo Giordano. Da venerdì nelle sale.
Il gup di Ferrara ha rinviato a giudizio Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri, i quattro agenti della polizia di Stato di Ferrara accusati di omicidio colposo per la morte del diciottenne Federico Aldrovandi, avvenuta il 25 settembre 2005 durante un intervento della polizia.
L'indagine 'bis' sulla vicenda, aperta dalla procura di Ferrara, si riferisce alla prima parte dell'indagine sulla morte. I tre nuovi indagati avrebbero avuto ruoli diversi