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Mentre in Italia continuano le tensioni tra Fiat e Fiom, un plauso al lavoro dell'amministratore delegato Sergio Marchionne negli Stati Uniti è arrivato da Bob King, presidente di United Auto Workers, il maggiore sindacato americano del settore auto e primo azionista di Chrysler in virtù della ristrutturazione seguita all'amministrazione controllata del 2009.
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New York,
Mentre in Italia continuano le tensioni tra Fiat e Fiom, un plauso al lavoro dell'amministratore delegato Sergio Marchionne negli Stati Uniti è arrivato da Bob King, presidente di United Auto Workers, il maggiore sindacato americano del settore auto e primo azionista di Chrysler in virtù della ristrutturazione seguita all'amministrazione controllata del 2009.
"I nostri lavoratori volevano essere più ascoltati e il sistema di Fiat-Chrysler lo ha reso possibile. I rapporti con lui sono estremamente positivi e crediamo molto in lui. Forse perché abbiamo attraversato la crisi, c'è una gran voglia di collaborare su obiettivi comuni", ha detto King durante il World Congress organizzato da Automotive News a margine del Salone dell'Auto di Detroit.
Rispondendo a chi gli chiedeva commenti sulla situazione a Mirafiori, King a detto di non volere "entrare nella questione, non mi piacerebbe che un sindacato italiano venisse da noi a dirci cosa fare, spero comunque che in Italia si trovi una via per collaborare".
Secondo King, non sarebbe comunque stato possibile "trovare una persona migliore di Sergio Marchionne, praticamente l'impianto di Sterling Heights era morto e ora si è ripreso, l'impianto di trasmissioni in Indiana crescerà e diventerà il maggiore nel comparto all'interno di Fiat-Chrysler".
Il presidente di Exor John Elkann in un'intervista pubblicata oggi dal Financial Times ribadisce la linea del Lingotto: "Andare all'estero non significa che quello che c'è in Italia si riduce".
"La Fiom ha costruito un capolavoro mediatico, mistificando la realtà, ma ci è riuscita". Questo uno dei passaggi salienti dell'intervista dell'ad Fiat, Sergio Marchionne, a La Repubblica.