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Chi era Maria Grazia Cutuli. 39 anni, innamorata del giornalismo di guerra. Una donna caparbia sul lavoro, ma anche straordinariamente ironica e brillante
Maria Grazia Cutili durante uno dei suoi reportage
Roma, 19-11-2001
Maria Grazia Cutuli, aveva 39 anni, era nata a Catania nel 1962. E nella città siciliana aveva iniziato la carriera. Laureata in Lettere, aveva cominciato come tutti coloro che tentato di avviarsi a questa professione, collaborando con il quotidiano La Sicilia, dove si è occupata di spettacoli e costume, curando poi una pagina speciale sul mondo giovanile. Dopo l'iscrizione all'Ordine, lavora come responsabile dell'Ufficio stampa della Camera del lavoro Cgil di Catania e quindi collabora con l' emittente televisiva regionale Telecolor al settimanale "Sud".
Da Catania a Milano
Si trasferisce a Milano dove lavora
prima al periodico della Mondadori Centocose, poi ad Epoca. E' proprio ad Epoca
che Maria Grazia inizia ad occuparsi di esteri. Prima solo con servizi di
approfondimento dalla redazione, quindi finalmente come inviata. Le prime
esperienze nell'ex Jugoslavia poi il Medio Oriente e Gerusalemme in particolare.
E' in Ruanda a raccontare la tragedia della guerra civile e dei profughi.
Insieme ai profughi lavorando per l'UNCHR
Maria Grazia
non era pero' solo una giornalista attenta. La tragedia del Ruanda la segna
profondamente, tanto da chiedere un periodo di aspettativa al Corriere della
Sera, dove nel frattempo era stata assunta, per lavorare all' UNCHR, l' alto
commissariato delle Nazioni Unite che si occupa di profughi. Un anno intenso,
dopo il quale rientra a Milano alla redazione esteri del Corriere e riprende a
macinare chilometri in giro per il mondo.
A Catania per rivedere la famiglia, ma anche i
colleghi
Quando tornava nella sua città, non rinunciava ad andare a
trovare dai colleghi siciliani. "Sono sconvolta da questa notizia -e' il primo
commento di Ada Mollica, inviato di Telecolor ed ex caposervizio di Maria Grazia
Cutuli a 'Sud'- Non le manca niente. E' bella e brava, e soprattutto non si da'
arie. E' rimasta la ragazza semplice e bella di sempre, anche se e' inviato al
Corriere". "L'ultima volta che l'ho vista -ricorda ancora la Mollica- e' stato
lo scorso Natale. Di lei ricordo il lavoro in redazione al settimanale davanti
al computer, il primo Macintosh che si vedeva in redazione".
Caparbia, curiosa ma anche ironica
Univa ad un estremo
rigore professionale, un carattere estremanete aperto ironico e brillante. Amava
la battuta e anche dalle situazioni piu' pesanti riusciva sempre a riportare un
aneddoto sdrammatizzante. Sul lavoro la sua caratteristica principale era la
caparbietà e la curiosità, il non fermarsi dietro alle versioni ufficiali. Non
amava le conferenze stampa, preferiva andare in giro, parlare con la gente e
raccontare con uno stile, a volte piu' da narratrice che da cronista, quello che
vedeva. Tra i pasi dove lavora di piu' proprio l'Afghanistan, dove tra l'altro
viene anche sequestrata per un breve periodo dai Talebani che aveva cercato di
incontrare per un reportage. In Afghanistan intervista il comandante Massud, il
leggendario "Leone del Panshir", che sarà poi ucciso alla vigilia dell'attacco
alle Torri Gemelle.
L'ultimo viaggio in Afghanistan
Dopo l'11 settembre è a
Gerusalemme, quindi in prossimità dell'operazione Libertà duratura vola in
Pakistan, prima a Islamabad e quindi a Peshwar prima di entrare in Afgahanistan.
Il suo ultimo articolo lo ha scritto ieri, parla del ritrovamento di gas nervino
in un rifugio di Osama. Uno scoop lo definirebbero molti. Per Maria Grazia era
solo una notizia, verificata e pubblicata, solo il suo lavoro. Il lavoro per il
quale è morta.
Le autorità afghane hanno scoperto prove che collegano due persone arrestate all'agguato in cui fu uccisa, il 19 novembre scorso, la giornalista Maria Grazia Cutuli...
E' durata circa venti minuti la visita a Catania del direttore del "Corriere della Sera", Feruccio De Bortoli
I cadaveri dei quattro giornalisti uccisi ieri in un agguato, Maria Grazia Cutuli, Julio Fuentes, Harry Burton ed Azizullah Haidari sulla strada che collega Jalalabad a Kabul sono stati identificati poco fa da alcuni colleghi nell'ospedale della città dell'Afghanistan orientale.
Cominciano ad emergere i primi particolari dell'agguato che ha provocato la morte dei quattro giornalisti (Maria Grazia Cutuli, Julio Fuentes, Harry Burton e Azizullah Haidadi) lungo la strada che da Jalalabad porta a Kabul. Il convoglio sembra sia stato fermato da un commando non meglio identificato a 90 chilometri ad est di Kabul.
Cominciano ad emergere i primi particolari dell'agguato che ha provocato la morte dei quattro giornalisti (Maria Grazia Cutuli, Julio Fuentes, Harry Burton e Azizullah Haidadi) lungo la strada che da Jalalabad porta a Kabul. Il convoglio sembra sia stato fermato da un commando non meglio identificato a 90 chilometri ad est di Kabul.
Il ministro degli Esteri Renato Ruggiero ha confermato da Bruxelles la notizia della morte della giornalista del Corriere della Sera, Maria Grazia Cutuli.
