Abu Dhabi, 26-12-2001
Gli anticorpi dei cammelli potrebbero giocare un ruolo decisivo contro le
malattie umane che non reagiscono ai tradizionali sitemi di cura.
Lo
affermano due ricercatori, Sabah Jassim e Mazen Naji, che svolgono le proprie
ricerche per conto del Centro Zayed per la ricerca botanica e la medicina
tradizionale (
Zayed Complex for Herbal Research
and Traditional Medicine) ad Abu Dhabi, negli Emirati arabi Uniti.
I
cammelli, spiegano i ricercatori, sono dotati di un sistema immunitario
straordinariamente efficace, unico tra i mammiferi, perché i loro anticorpi
hanno dimensioni molto ridotte (dai due terzi a un decimo) rispetto, per
esempio, a quelli umani. Pertanto possono penetrare tessuti e cellule con molta
maggiore efficacia.
Le "navi del deserto" sono molto resistenti agli
agenti virali e batteriologici altrimenti letali, come il tetano, l'afta
epizootica e la famigerata Encefalopatia Spongiforme Bovina (ESB). Gli anticorpi
del cammello, benché non "specializzati" come quelli di altri mammiferi,
riescono a penetrare nelle cellule intruse e impediscono loro di proliferare: ne
bloccano immediatamente gli enzimi, rilasciando tossine in grado di eliminare
rapidamente l'infezione.
I grande numero di anticorpi antivirali trovati
nel latte e nel siero sanguigno dei cammelli è una controprova dell'esposizione
di molti esemplari ai più svariati attacchi batteriologici e virali, senza che
questi abbiano contratto alcuna malattia.
Conferme da
BruxellesSerge Muyldermans, ricercatore presso la Libera Università
di Bruxelles, conferma la tesi dei suoi colleghi e prefigura future applicazioni
degli anticorpi dei cammelli.
La "semplice" struttura di tali anticorpi ne
permetterebbe la replicabilità in laboratorio con maggiore facilità rispetto ad
altre strutture complesse, e le loro dimensioni troverebbero probabilmente
un'applicazione tanto nella ricerca contro il cancro quanto nella prevenzione
della malttie immunodepressive.