Difesa. Martino: anche militari stranieri nell'esercito, perché no? (Daily Telegraph)

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Arrivano gli stranieri nell'esercito. Il ministro della Difesa Antonio Martino è pronto a considerare l'ipotesi di accogliere nell'esercito italiano anche unità estere, sul modello della Legione Straniera in Francia e dei Gurkha in Gran Bretagna. E' quanto ha affermato lo stesso Martino in un'intervista al quotidiano britannico 'The Daily Telegraph'.

 
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Antonio Martino

Antonio Martino

Londra, 21-02-2002

Arrivano gli stranieri nell'esercito. Il ministro della Difesa Antonio Martino è pronto a considerare l'ipotesi di accogliere nell'esercito italiano anche unità estere, sul modello della Legione Straniera in Francia e dei Gurkha in Gran Bretagna. E' quanto ha affermato lo stesso Martino in un'intervista al quotidiano britannico The Daily Telegraph.

Il ministro, scrive la testata, è inoltre ansioso di anticipare al 2004, rispetto al 2007, il completamento della prevista introduzione di uomini e donne professionisti nelle forze armate italiane. E potrebbe considerare l'ipotesi dei soldati stranieri anche per accelerare questo processo.

"Un giorno, io credo che potremmo essere costretti ad avere un esercito di stranieri", ha affermato Martino. "Perché non arruolare una brigata di albanesi?", si è chiesto. A loro, scrive il Telegraph riportando le parole di Martino, potrebbe essere offerto l'incentivo di qualificarsi per la cittadinanza italiana dopo un certo numero di anni in servizio.

Soldati professionisti entro il 2007 
Il ministro ha quindi affermato che la prevista abolizione del servizio di leva obbligatorio si tradurrà in una forza armata ridotta, ma formata da uomini e donne più addestrati, meglio pagati e meglio equipaggiati. Secondo quanto scrive la testata, il ministro ha indicato che entro il gennaio del 2007, mese in cui tutti i militari saranno professionisti a tempo indeterminato, le forze armate dovrebbero contare 190.000 unità rispetto alle attuali 300.000.

"Dovremmo farlo adesso, adesso che le forze armate sono popolari - ha affermato Martino riferendosi alla riforma del servizio di leva -. Con tutta onestà, non penso che abbiamo bisogno di un esercito così grande. Ciò di cui abbiamo bisogno è un esercito molto più piccolo". I soldati di professione, ha aggiunto, saranno "molto più addestrati e molto più utili".

Inutile un servizio di 10 mesi
Il servizio di leva obbligatorio, spiega il Telegraph, è secondo il ministro una sorta di tassazione, dove la tassa viene imposta sul tempo del cittadino in un particolare momento della sua vita. L'attuale sistema, ha inoltre sottolineato il ministro - sempre nelle parole del quotidiano - è inefficiente poiché il servizio militare dura solo 10 mesi, un periodo troppo corto per fornire un addestramento adeguato nelle moderne tecniche militari. "Non soddisfa le esigenze militari - ha detto il ministro - perché in dieci mesi (i soldati) non possono imparare niente, quindi deve assere abolito".

Carriera migliore
Il nuovo previsto servizio di leva, ha quindi aggiunto Martino, dovrebbe preparare gli uomini e le donne che decideranno di arruolarsi a una carriera migliore nel settore civile. Per loro "dovrebbe essere più facile trovare un lavoro dopo", ha affermato, sottolineando - scrive il Daily Telegraph - che gli standard di selezione sono molto elevati e che attualmente le domande di iscrizione nella Marina, nell'Esercito e nell'Aeronautica superano i posti disponibili.

 

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