Milano, 26-11-2002
Il maltempo ha messo in ginocchio il nord Italia. Allagamenti, frane,
smottamenti, strade interrotte, fiumi e laghi esondati, migliaia di persone
sgomberate (1.500 solo nella provincia di Pordenone, 1.300 in Valtellina), un
vigile del fuoco disperso nel Lambro, e poi fortunatamente ritrovato solo un po'
infreddolito, un treno deragliato e due morti riconducibili alle cattive
condizioni meteo.
Chiesto lo stato di emergenzaLe
regioni settentrionali, Liguria e Lombardia in testa, hanno chiesto lo stato di
emergenza e il Consiglio dei ministri - ha detto Guido Bertolaso, capo del
Dipartimento della protezione civile, volato prima a Genova e poi a Milano -
deciderà, sicuramente con un sì, nella seduta di venerdì. Intanto in diverse
aree del nord finalmente ha smesso di piovere, anche se le previsioni non
lasciano ben sperare: domani il cielo dovrebbe rimanere nuvoloso, ma con un
attenuarsi delle precipitazioni, mentre per giovedì è attesa una nuova
perturbazione.
Adda supera gli arginiAllarme rosso
a Lodi dove tra le 20 e le 22 l'Adda è uscito dagli argini raggiungendo la quota
record di 3 metri e 35 centimetri, altezza mai raggiunta e superiore di 20
centimetri a quella devastante verificatasi negli anni '60. L'acqua ha invaso
tutto il quartiere del Borgo Adda e di Via Defendente sulla sponda destra e
quello di Revellino sulla sponda sinistra. Il Sindaco di Lodi, Aurelio Ferrari,
ha disposto l'immediato sgombero di tutte le famiglie residente ai piani terreni
delle zone interessate, circa tremila persone.
LombardiaCinque giorni consecutivi di pioggia
incessante hanno provocato disagi e danni gravissimi. Colpita soprattutto la
Valtellina, dove sono oltre 1.300 gli sfollati, 400 solo a Tresenda di Teglio,
dove una frana ha investito anche delle auto in sosta, fortunatamente senza
nessuna persona a bordo.
Situazione sempre critica
A preoccupare sono adesso gli straripamenti dei fiumi, come il Seveso e
soprattutto il Lambro, le numerose frane, le esondazioni dei laghi, ma in molte
città e nella stessa Milano - dove è uscito dagli argini anche il fiume Olona -
i cittadini hanno dovuto sopportare enormi disagi provocati dagli allagamenti di
negozi, scantinati, uffici, scuole, e dal traffico (privato e pubblico) andato
in tilt. In molti centri la gente è stata invitata a sgomberare: nella provincia
di Milano sono 570 le persone evacuate, soprattutto a Cassano d'Adda.
Esondato il lago Maggiore in diversi punti, mentre il lago di Como è 72
centimetri sopra il livello di guardia. Molte strade statali e provinciali sono
impercorribili in diverse province della regione. Alcuni centri sono isolati, ad
esempio nell'alta valle Brembana, dove 14.000 persone sono rimaste bloccate.
Domani resteranno chiuse molte scuole.
Disagi anche in autostrada e per
il traffico ferroviario: una frana ha provocato nel pomeriggio l'interruzione
della linea Lecco-Milano e probabilmente per la presenza di detriti sulla linea
è deragliato almeno un vagone di un treno nel comune di Mandello del Lario:
nessun ferito. Nel bresciano, ad Ospitaletto, un uomo di 73 anni è morto
per infarto mentre controllava i danni sul tetto della sua abitazione.
LiguriaLa portata del Bisagno resta impetuosa, ma
l'intensità della pioggia è diminuita. Per questo, i vertici dell' unità di
crisi hanno deciso di riaprire i ponti e le strade intorno al torrente, chiusi
per precauzione intorno alle 11, per consentire al traffico - piombato nel caos
- di defluire. Dopo ore di tensione e di pioggia battente, la situazione si è
stabilizzata anche nell'entroterra genovese, dove le frane e gli smottamenti
hanno causato la chiusura di strade. A Savignone un ponte è crollato e alcune
case sono rimaste isolate. Disagi si segnalano anche sulle autostrade (una frana
si è abbattuta sulla A7), mentre smottamenti e lievi incidenti stradali si sono
registrati nel savonese. L'allerta per il maltempo non è comunque cessato e, per
questo, scuole chiuse domani.
Friuli Venezia
GiuliaIl servizio regionale della Protezione civile ha deciso di
trasferire 1.000-1.500 persone dalle aree a maggior rischio lungo i fiumi in
piena nei territori di Pordenone, Prata e Pasiano. Per loro sono stati allestiti
dei posti-letto nel "Villaggio del Fanciullo" di Pordenone. Proprio a Pordenone,
l'esondazione del fiume Noncello, che attraversa la città, ha provocato
l'allagamento delle frazioni di Vallenoncello e Villanova, ma il livello del
fiume ha indotto il sindaco ad emettere un "preavviso di evacuazione" per 1.200
famiglie che abitano in città, dove l'acqua ha già invaso varie zone, allagando
pure gli archivi del Palazzo di giustizia e quelli del Comune.
Anche a
Pordenone domani le scuole resteranno chiuse. Le maggiori preoccupazioni
riguardano ora il fiume Livenza, il cui deflusso verso il mare è diventato
difficile, ma diversi altri fiumi sono in una situazione di "persistente
pericolo". Diverse strade sono state chiuse, con gravi ripercussioni sul
traffico. Chiuse anche alcune scuole pubbliche. In mattinata code sulla A28
Pordenone-Portogruaro, per l'esondazione del fiume Meduna.
Trentino Alto AdigeSituazione pesante anche in
Trentino, dove la pioggia battente ha provocato frane, smottamenti e
l'ingrossamento dei fiumi, con l'isolamento della val di Sole, sgomberi di
famiglie a Bocenago (investito stamani da una frana di 4.000 metri cubi giunta
fino alla piazza del paese), a Fucine e in Val di Cembra. Sia in provincia di
Trento che di Bolzano numerose strade sono rimaste interrotte per la caduta di
frane e massi, e alcune famiglie sono state evacuate. A Naturno un masso ha
colpito un'auto in transito, ma gli occupanti non hanno riportato lesioni.
Secondo i vigili del fuoco, nell'intera regione è "decisamente elevato lo stato
di attenzione per il rischio valanghe".
Veneto
L'abitato di Piassent (Belluno) è rimasto
isolato per una frana caduta sulla strada. Nel veronese, in due punti - a
Bussolengo e a Pol di Pastrengo - il fiume Adige è uscito stamani dagli argini:
l'acqua è entrata in alcune case, ma la situazione è giudicata sotto controllo.
Chiuse diverse strade. In montagna è forte il rischio valanghe.
PiemonteStraripati i laghi Maggiore e Orta - con
l'acqua nelle piazze di molti paesi - smottamenti, corsi d'acqua in piena e in
alcuni punti esondati, strade interrotte e piccoli incidenti in quasi tutta la
regione, con i danni maggiori in provincia di Alessandria e nel Verbano. La
piena del fiume Scrivia ha causato la chiusura di un tratto dell'autostrada A7.
Nel biellese un'azienda e alcune case sono rimaste isolate. E un pensionato di
80 anni, a Novara, a due passi da casa, è stato travolto da un autocarro proprio
mentre pioveva a dirotto, con la visibilità ridottissima.
Emilia
RomagnaPer Fellicarolo, piccola frazione sull'Appennino modenese, è
il sesto giorno di isolamento. La frana che mercoledi' scorso ha interrotto
l'unica strada che collega il paesino a Fanano, distante sette chilometri, non
può essere rimossa dalle cariche esplosive che si cerca di piazzare ormai da una
settimana: la pioggia incessante non lo consente e, anzi, peggiora la
situazione, perché la frana - a differenza degli abitanti di Fellicarolo -
continua a spostarsi. In Emilia Romagna, comunque, è preallarme per la piena del
Po attesa nella notte: 30 persone sono state evacuate nel reggiano.
Sicilia e SardegnaProblemi per il maltempo anche
nelle isole. La Sicilia è flagellata da un vento caldo che soffia da Sud-Est a
fortissima velocità provocando la caduta di alberi, insegne pubblicitarie, parti
di edifici pericolanti. A Cagliari, invece, una violenta mareggiata ha ingoiato
la famosa spiaggia del Poetto.