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Il primo ministro giapponese, Junichiro Koizumi ha approvato l'invio di 1.100 soldati in Iraq. Lo scrive il quotidiano Yomiuri Shimbun, citando fonti governative.
Lo ha annunciato il primo ministro giapponese, Junichiro Koizumi
Tokyo, 04-12-2003
Pressato
da un'opinione pubblica rimasta turbata dalla morte di due diplomatici
giapponesi nel Paese arabo, il governo di Tokyo sembrava voler rinviare 'sine
die' la partenza dell'equipe.
Il
premier sembra aver deciso invece che Samawa, la localita' nel sud dell'Iraq
dove e' previsto l'arrivo dei giapponesi, garantisce un sufficiente livello di
sicurezza per le truppe.
Entro
la fine dell'anno partira' dunque una task force dell'aeronautica, a cui faranno
seguito unita' da trasporto all'inizio dell'anno nuovo.
Il piano operativo per la dislocazione dei militari, che avranno essenzialmente compiti umanitari e di ricostruzione, dovrebbe essere approvato gia' lunedi'. Se il governo dara' l'ok al progetto, le commissioni di entrambe le Camere si riuniranno martedì e mercoledì per il 'via libero' definitivo.
Per il Giappone è un fatto di rilevanza storica. Il governo di Junichiro Koizumi, preparando l'invio di un contingente militare in Iraq, ha lasciato chiaramente intendere che i soldati non arriveranno a Bagdad a condizione di essere impiegati in zone "non a rischio di combattimenti o scontri armati". Con questo passo Tokyo supera di fatto i vincoli costituzionali all'invio di truppe all'estero, osservati dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.