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Per il Giappone è un fatto di rilevanza storica. Il governo di Junichiro Koizumi, preparando l'invio di un contingente militare in Iraq, ha lasciato chiaramente intendere che i soldati non arriveranno a Bagdad a condizione di essere impiegati in zone "non a rischio di combattimenti o scontri armati". Con questo passo Tokyo supera di fatto i vincoli costituzionali all'invio di truppe all'estero, osservati dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Junichiro Koizumi, premier giapponese
Tokyo, 04-12-2003
Per il Giappone è un fatto di rilevanza storica. Il governo di Junichiro Koizumi, preparando l'invio di un contingente militare in Iraq, ha lasciato chiaramente intendere che i soldati non arriveranno a Bagdad a condizione di essere impiegati in zone "non a rischio di combattimenti o scontri armati". Con questo passo Tokyo supera di fatto i vincoli costituzionali all'invio di truppe all'estero, osservati dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Nel piano che sarà approvato la settimana prossima per l'invio del contingente in Iraq, "non ci saranno riferimenti alla formula 'zone non a rischio di combattimenti'. E' impossibile stabilire a priori dove si combatte e dove no. Il giudizio sarà lasciato ai responsabili militari sul terreno", ha detto un rappresentante del governo in un incontro con parlamentari del partito di maggioranza liberaldemocratico.
La scomparsa della formula dal piano di base è destinata a scatenare polemiche, dal momento che era stata inserita appositamente nella legge approvata dal parlamento nel luglio scorso per consentire l'invio delle truppe in Iraq, nel rispetto della costituzione pacifista in vigore dal gennaio 1948.
"E' un colpo di mano molto grave del governo", hanno subito detto fonti del Partito Democratico, all'opposizione. Il piano di base, previsto dalla stessa legge come regolamento quadro delle dimensioni, modalita e attività del contingente militare, dev'essere adottato formalmente dal consiglio dei ministri e non ha bisogno di un' approvazione preventiva del parlamento.
Secondo fonti citate dall'agenzia di stampa giapponese Kyodo il piano sarà formalizzato la settimana prossima dal consiglio dei ministri e contempla l'invio di un migliaio di truppe di terra, marina e aviazione entro il marzo 2004, con le prime partenze in gennaio, se non addirittura prima di Natale.
"Ben 18 Stati membri NATO hanno già truppe in Iraq. Siamo pronti ad un ruolo maggiore della Nato in Iraq. Ci sono diversi punti di vista possibili: ad esempio la NATO potrebbe assumere la responsabilità della sicurezza, o di ambiti più ampi. Nessuno dei membri, Francia e Germania incluse, ha posto resistenze ad un'estensione del ruolo della NATO. Non è stato ancora deciso nulla, stiamo ragionando".
"Penso che sia venuto il momento di considerare un ruolo più diretto dell'Alleanza nel fornire una cornice di sicurezza per il processo di stabilizzazione a medio termine dell'Iraq". Lo ha affermato oggi a Bruxelles il ministro degli Esteri Franco Frattini durante la riunione con i suoi colleghi dell'Allenza atlantica.
Il primo ministro giapponese, Junichiro Koizumi ha approvato l'invio di 1.100 soldati in Iraq. Lo scrive il quotidiano Yomiuri Shimbun, citando fonti governative.