Iraq. In nome del petrolio. Un'inchiesta di Rainews24 sulla presenza italiana a Nassiriya

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Un dossier commissionato dal Ministero delle attività produttive sei mesi prima della guerra. Vi si indica il luogo migliore per una presenza italiana: è proprio Nassiriya. E si parla dell'oro nero e di un affare da 300 miliardi di dollari. E' quanto emerge da un'inchiesta di RaiNews 24 , realizzata da Sigfrido Ranucci

 
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Soldati italiani a Nassiriya

Soldati italiani a Nassiriya

Nassiriya, 13-05-2005

Un dossier commissionato dal Ministero delle attività produttive sei mesi prima della guerra. Vi si indica il luogo migliore per una presenza italiana: è proprio Nassiriya. E si parla dell'oro nero e di un affare da 300 miliardi di dollari. E' quanto emerge da un'inchiesta di RaiNews 24 , realizzata da Sigfrido Ranucci e trasmessa stamani. Una serie di foto e documenti sull'attivita' del contingente italiano dimostrano come uno dei motivi pricipali della nostra presenza a Nassiriya sia la protezione di oleodotti e raffinerie, in una zona ricchissima di giacimenti. Una promessa vecchia che risale a meta' degli anni novanta fatta da Saddam all'Eni, alla nostra azienda petrolifera per lo sfruttamento dei giacimenti di Nassiriya. Il quinto per importanza in Iraq con riserve stimate tra i 2,5 i 4 miliardi di barili. Una promessa fatta all'Eni ma anche ad altre aziende petrolifere di Francia, Russia e Cina, tre paesi del consiglio di sicurezza dell'Onu, con la speranza che votassero contro l'intervento militare in Iraq. Ma quella promessa e quel dossier scritto sei mesi prima dell' inzio della guerra gettano un'ombra sulla missione italiana, e il sospetto, che sia ancora una volta l'oro nero al centro di ogni conflitto.

Partendo dalle prove contenute nell'inchiesta di Rainews24, i senatori dell'Italia dei valori, Nello Formisano e Massimo Donadi, hanno presentato al presidente del Consiglio un'interrogazione concernente le presunte motivazioni di carattere economico sul presunto sfruttamento di pozzi petroliferi a Nassiriya . "L'Italia dei valori - hanno sostenuto i due senatori - auspica totale chiarezza sulla vicenda viste anche le inquietanti coincidenze tra gli studi commissionati a esperti di economia sul petrolio nella zona solo pochi mesi prima dello scoppio della guerra e il fatto che la base operativa italiana sia collocata di fronte alla raffineria di Nassiriya". Secondo Formisano e Donadi, per fare piena luce sulla vicenda "è opportuna l'istituzione di una speciale commissione d'inchiesta".

 

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