Par condicio. Prodi boccia le regole della commissione di vigilanza Rai. Mediaset protesta e ricorre al Tar

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Da Bruxelles, il leader dell'Unione Romano Prodi da' un giudizio negativo sulle nuove regole approvate dalla commissione di vigilanza in materia di par condicio, ma non si esprime sul fatto se andra' o meno al faccia a faccia con il premier Berlusconi.

 
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Romano Prodi

Romano Prodi

Bruxelles, 02-02-2006

Da Bruxelles, il leader dell'Unione Romano Prodi da' un giudizio negativo sulle nuove regole approvate dalla commissione di vigilanza in materia di par condicio, ma non si esprime sul fatto se andra' o meno al faccia a faccia con il premier Berlusconi.
"Ancora una volta c'e' stata una imposizione", commenta Prodi, sottolineando "il metodo di approvazione solo con la maggioranza: avremo due 'faccia a faccia' ed un discorso allo specchio, vale a dire con il presidente del consiglio da solo".
Il giudizio di Prodi e' quindi negativo e alla domanda se andra' al faccia a faccia con Berlusconi, non risponde.

Mediaset ricorre al Tar chiedendo l'immediata sospensiva
Mediaset ricorre al Tar chiedendo l'immediata sospensiva dell'Atto di indirizzo approvato ieri dall'Authority delle Comunicazioni "per gravi motivi formali e di merito". "Si tratta di una delibera iniqua e su misura, ad personam direbbe qualcuno, che vincola a senso unico i palinsesti Mediaset e mortifica la libertà e la professionalità dei nostri giornalisti e dei nostri conduttori". E' quanto si legge in una nota del gruppo.
La delibera dell'Authority - spiega la nota - anticipa di fatto l'entrata in vigore della 'par condicio' e interviene quindi in materia oggetto di riserva di legge. In secondo luogo, la disposizione discrimina Mediaset nei confronti di Rai. Con la nuova disciplina, il servizio pubblico risulterebbe infatti molto più libero dell'emittenza privata che, paradossalmente, dovrebbe sottostare a rigide norme di comportamento fin da subito mentre la Rai è sottoposta alle stesse norme unicamente dall'11 febbraio.
"Non si capisce il perché di questa enormità giuridica e politica - prosegue la nota - visto che da oltre 20 anni le reti Mediaset assicurano una programmazione corretta e bilanciata come hanno sempre riconosciuto tutte le parti politiche. Anche alla vigilia dei numerosissimi appuntamenti elettorali di questi ultimi anni, nessuno si è mai lamentato della linea editoriale di Mediaset che ha sempre dato voce, con faccia a faccia e non solo, a tutti gli schieramenti".
"Resta inteso - conclude - che Mediaset osserverà scrupolosamente il consueto equilibrio informativo e tutte le leggi dello Stato".

Berlusconi: "Prodi non conta nulla"
"Chiedo a Romano Prodi perche' si presta a dare la sua faccia, la sua maschera ad una sinistra che poi comandera': Prodi nella coalizione non contera' nulla, il bastone del comando lo avranno i Ds e ancora di piu' la sinistra massimalista". Lo ha detto il Premier, Silvio Berlusconi, durante la registrazione di Telecamere.
Secondo Berlusconi la sinistra "usa Prodi per poi smistarlo ad altri incarichi".

Prodi: "Lascio le polemiche a Berlusconi"
Romano Prodi ha ribadito di non volere "assolutamente entrare in polemica", avendo dato "una sterzata" alla campagna elettorale, puntando sui programmi. Lo ha detto il leader dell'Unione rispondendo ad una domanda sulle parole di Pier Ferdinando Casini per il quale il premier vuole una "par condicio giudiziaria".
"Sulla vicenda Unipol ho gia' parlato anche troppo. Ora parliamo di problemi europei e di programmi futuri".

Sull'innappellabilita' i rilievi di Ciampi andavano accolti tutti
I rilievi di Ciampi sulla legge sull'inappellabilità delle sentenze assolutorie "dovevano essere accolti tutti". Lo ha detto Romano Prodi oggi a Bruxelles. Il leader dell'Unione ha risposto a un cronista che riferiva le critiche dell'opposizione sul fatto che la legge è stata riapprovata modificandola in modo da rispondere solo ad alcune delle obiezioni del presidente della Repubblica.

 

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