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Benedetto XVI affronta il tema delle colpe commesse nei secoli passati dai cristiani, invitandoli ad una certa cautela: accanto ad "una umile sincerità per non negare i peccati del passato" bisogna non ergersi "a giudici" delle "generazioni precedenti, vissute in altri tempi e in altre circostanze".
Benedetto XVI
Varsavia, 25-05-2006
Benedetto XVI affronta il tema delle colpe commesse nei secoli passati dai cristiani, invitandoli ad una certa cautela: accanto ad "una umile sincerità per non negare i peccati del passato" bisogna non ergersi "a giudici" delle "generazioni precedenti, vissute in altri tempi e in altre circostanze".
Nel discorso che il pontefice rivolge al clero incontrandolo nella cattedrale
di San Giovanni ritorna sul 'mea culpa' introdotto da Giovanni Paolo II in
occasione del Giubileo.
Josef Ratzinger che durante la preparazione del
Giubileo aveva prospettato a Papa Wojtyla il rischio che i 'mea culpa' potessero
essere interpretati erroneamente dall'opinione pubblica ma che poi si adeguò
alla clamorosa decisione del suo predecessore, fino al punto di pronunciarli
personalmente durante il suggestivo rito giubilare, si è chiesto oggi ad alta
voce 'come avrebbe potuto la Chiesa escludere dalle sue file i peccatori?'”.
“Occorre perciò imparare a vivere con sincerità la penitenza cristiana.
Occorre umile sincerità per non negare i peccati del passato, e tuttavia non
indulgere a facili accuse in assenza di prove reali o ignorando
le
differenti precomprensioni di allora. E chiedendo perdono del male commesso nel
passato dobbiamo anche ricordare il bene compiuto con l'aiuto della grazia
divina che, pur depositata in vasi di creta, ha portato frutti spesso
eccellenti”.
