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"Ancora una volta il sangue italiano ha bagnato il deserto di Nassiriya", con queste parole mons. Angelo Bagnasco, l' ordinario militare per l' Italia, ha cominciato l' omelia durante i funerali del caporal maggiore scelto, Alessandro Pibiri, ucciso in Iraq.
I funerali di Alessandro Pibiri
Roma, 09-06-2006
"Ancora una volta il sangue italiano ha bagnato il deserto di Nassiriya", con
queste parole mons. Angelo Bagnasco, l' ordinario militare per l' Italia, ha
cominciato l' omelia durante i funerali del caporal maggiore scelto, Alessandro
Pibiri, ucciso in Iraq.
"Alessandro è caduto vittima
di un nuovo vile attentato. Ancora una volta il terrorismo, improvviso e
proditorio, scopre il suo volto piu' vero: il disprezzo della vita umana. E lo
spregio della persona non porta lontano, non crea alcuna convivenza civile".
Ma "Il sangue della giovane vita di Alessandro non è sparso invano,
cosi' come quello di tutti i caduti nel compimento del proprio dovere al
servizio degli altri in Italia e all'estero".
Il feretro del
caporalmaggiore scelto Alessandro Pibiri, morto nell'attentato in Iraq di
lunedi' scorso, è arrivato alla basilica di San Paolo fuori le Mura accolto
da un picchetto d'onore e dall'inno della brigata Sassari, 'Dimonios'.
Papa Benedetto XVI ha inviato un telegramma alla famiglia del
militare nel quale ricorda che Pibiri, "giovane vita barbaramente
stroncata", è un altro caduto "nel compimento generoso del proprio dovere
al servizio dell'ordine, della sicurezza, della giustizia e della ripresa
pacifica delle popolazioni irachene".
Ieri l’omaggio della cittadinanza
al militare. Una veglia lunga e dolorosa quella che si e' consumata per tutto il
pomeriggio, cadenzata dalle testimonianze di quanti, esponenti delle
istituzioni, amici e semplici cittadini, hanno reso omaggio alla salma del
caporal maggiore scelto Alessandro Pibiri, caduto in Iraq vittima di un
attentato, nel quale altri quattro militari della brigata Sassari sono rimasti
feriti.
Attorno alla mamma Luisella, al papa' Mario, al fratello Mauro, alla fidanzata Valentina, che attoniti ma coraggiosi nella loro disperazione hanno vegliato la salma del loro congiunto all'interno della cappella, si sono raccolti soprattutto gli uomini delle istituzioni.
Ma primo ad arrivare, poco dopo le 13 quando ancora la camera ardente non era aperta al pubblico, il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, anche lui sardo. Nel lasciare il Celio Diliberto ha voluto ribadire ai cronisti le sue convinzioni a proposito del rientro delle truppe italiane dall'Iraq affermando: "non sono soddisfatto delle parole di D'Alema sui tempi del ritiro. Nel programma che ho sottoscritto dell'Ulivo, si parlava di rientro immediato e invece rischiamo di lasciare l'Iraq piu' tardi di quanto avrebbe fatto Berlusconi".
E poi, usando le parole del padre del militare ucciso ha chiesto: 'quando ce ne andiamo?, Vogliamo avere altre tragedie?'. Parole che hanno indotto il fratello di Alessandro, Mauro, a lasciare per qualche minuto, accompagnato dal padre di Valentina, la camera ardente per raggiungere i cronisti e chiarire che "e' bene che tutti sappiano, che siano di destra, sinistra o centro, che i nostri militari in Iraq stanno facendo qualcosa di buono, alla faccia di qualche politico di estrema sinistra che e' venuto a dire, di fronte al cadavere di mio fratello: 'ho sempre detto che non si doveva andare i guerra"'. E, ancora: "mio fratello ci credeva ciecamente, l'ha scelto e noi siano stati orgogliosi e non l'abbiamo mai ostacolato".
Lo sfogo ha pero' subito lasciato il posto al silenzio composto del dolore. Ma anche all'abbraccio del presidente del Senato, Franco Marini, del ministro per le politiche comunitarie Emma Bonino, del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, dell'ex ministro della Difesa, Sergio Mattarella, degli esponenti della Margherita, Pierluigi Castagnetti e Willer Bordon ma, anche, del senatore di An Alfredo Mantovano e di Mario Segni. E, ancora, a rendere omaggio al giovane militare anche il comandante generale dell'Arma dei carabinieri gen. Luciano Gottardo.
La veglia si e' conclusa attorno alle 19, quando il ministro della Difesa
Arturo Parisi, arrivato al Celio direttamente da Bruxelles, accompagnato dal
Capo di Stato maggiore ammiraglio Giampaolo Di Paola, ha accarezzato la bara di
Alessandro, si e' inchinato alla sua foto e ha abbracciato il padre.
Il terrorista iracheno Abu Omar Al Kurdi ha confermato oggi in videoconferenza ai magistrati romani Franco Ionta e Erminio Amelio di aver preparato il camion bomba che piombo' sul quartier generale italiano a Nassiriya.
Le nostre missioni militari all'estero sono "missioni militari ma non di guerra". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ricevendo al Quirinale l'ammiraglio La Rosa e una delegazione della Marina Militare in occasione dell'anniversario dell'impresa di Premuda.
