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I magistrati italiani rinviano a settembre ogni decisione sulle forme di "autotutela" per protestare contro il mancato stop alla riforma Castelli.
I magistrati italiani
Roma, 03-08-2006
I magistrati italiani rinviano a settembre ogni decisione sulle
forme di "autotutela" per protestare contro il mancato stop alla riforma
Castelli.
Nell'annunciare la sua decisione, l'Associazione nazionale
magistrati ha fatto riferimento alle parole del Presidente della Repubblica
sulla necessità di rivedere la riforma dell'ordinamento giudiziario.
"La
questione ordinamento giudiziario - sottolinea la Giunta dell'Anm - si sta
facendo sempre più complicata e su di essa si registrano segnali diversi e
contrastanti".
Da un lato ci sono state le parole, "serene ed
autorevoli", del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e del nuovo vice
presidente del CSM, on.le Mancino, "che hanno colto e segnalato l'esigenza di
ripensare alcuni nodi cruciali della legge Castelli. Accanto ad esse ci sono
state anche le prese di posizione di tanti esponenti delle forze politiche che,
sia pure con diversità di accenti, riconoscono l'esigenza di riscrivere alcuni
capitoli centrali della legge e, a questo fine, la necessità di sospendere
temporaneamente gli effetti del nuovo ordinamento".
Dall altro lato "però, vi e' stata la scelta di non discutere in aula il ddl
sulla sospensione degli effetti dell'ordinamento, anticipando di una settimana
la chiusura dei lavori dell'assemblea del Senato. Questa scelta - secondo l'Anm
- è un vero e proprio 'schiaffo' alle ragioni, alle richieste ed alle attese
della magistratura". In questa situazione l'attenzione della magistratura si
concentra sulla la prima settimana dei lavori dell'assemblea del Senato, nella
quale "si capirà se vi è la volontà politica e la capacità di approvare il ddl
di sospensione, necessaria premessa dell'ulteriore lavoro legislativo sulla
legge n. 150". Se così non sarà, rende noto l'Anm, "saremo costretti ad
imboccare la via dell' autotutela".
La Giunta ha convocato il Comitato
direttivo centrale per sabato 23 settembre, "prima data utile per verificare
l'evoluzione della situazione in sede parlamentare e per assumere tutte le
decisioni che si renderanno necessarie".
