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Un attentatore suicida si è fatto saltare in aria in un bar di un quartiere sciita di Baghdad. Secondo un primo bilancio, sono almeno 17 i morti e 20 i feriti.
Saddam Hussein
Baghdad, 07-11-2006
Un attentatore suicida si è fatto saltare in aria in un bar di un
quartiere sciita di Baghdad. Secondo un primo bilancio, sono almeno 17 i morti e
20 i feriti.
I L'attentato, avvenuto nel quartiere di Greyaat,
nella zona settentrionale della capitale, è il primo atto clamoroso dopo la
sentenza di condanna a morte emessa domenica dall'Alto tribunale a carico
dell'ex presidente Saddam Hussein. Proprio questa mattina era stato tolto il
coprifuoco totale imposto sulla città alla vigilia del processo.
Falluja, uccisi due studenti
Due studenti sono
rimasti uccisi e altri cinque sono rimasti feriti questa mattina nella città di
Falluja, nel cosidetto Triangolo sunnita a Nord-Ovest di Baghdad, in seguito
all'esplosione di un ordigno collocato nei pressi di un liceo femminile. La
bomba era stata notata da alcuni ragazzi che hanno dato l'allarme allontanando
le studentesse, per poi cercare di disinnescarlo. L'esplosione li ha investiti
in pieno, uccidendone due e ferendone cinque.
Da tempo i maggiori gruppi terroristici, tra cui al Qaida in Iraq, hanno ammonito le famiglie nelle zone sunnite a non mandare a scuola i loro figli, in particolare le ragazze, per proteggerli da probabili attentati.
Saddam torna in tribunale
A Baghdad, intanto, due giorni
dopo la sentenza di condanna a morte per impiccagione, Saddam Hussein è tornato
questa mattina in tribunale per rispondere dell’accusa di genocidio nei
confronti dei curdi.
Saddam, con indosso una giacca nera, ha raggiunto il suo posto con passo lento, al fianco degli altri sei coimputati, tutti accusati per le loro responsabilità nell'operazione Anfal, volta a reprimere i curdi iracheni alla fine degli anni '80.
Questo processo si svolgerà contemporaneamente al processo di appello contro la sentenza di impiccagione per lo sterminio di 148 sciiti a Dujail nel 1982.
Baathisti minacciano di mettere a ferro e fuoco Baghdad
Il centro di Baghdad sarà messo a ferro e fuoco se Saddam Hussein verrà
impiccato. E' la minaccia lanciata dai membri del disciolto partito Baath in una
dichiarazione su un sito internet in cui hanno annunciato che il loro obiettivo
sarà la fortificatissima "zona verde" della capitale dove hanno sede gli uffici
governativi e le principali ambasciate.
"Gli Stati Uniti e l'Iran, suo alleato, condannando a morte l'ex rais, hanno fatto esplodere una bomba le cui schegge colpiranno i congiurati e i loro agenti in Iraq e all'estero", si legge nella dichiarazione in cui i baathisti accomunano Washington e Teheran, divise su tutto tranne che sulla fine di Saddam.
Soldato Gb ucciso in un attacco nella città di Bassora
Un soldato britannico è morto in un attacco lanciato contro una base
militare nella città di Bassora, nel sud dell'Iraq. Si tratta del 121esimo
caduto britannico dall'inizio della guerra, nel marzo 2003. Sono circa 7mila e
200 i soldati di Sua Maestà dispiegati nel sud del paese.
Secondo quanto è stato riferito da fonti locali, tutti i corpi, tra i quali c'è anche quello di una donna, presentano letali ferite da arma da fuoco alla testa e al torace. Due di essi sono stati decapitati.
Di fatto ogni giorno la polizia di Baghdad ritrova cadaveri gettati nelle strade della città. In massima parte si tratta di vittime della violenza interconfessionale, che non si è fermata neanche negli ultimi due giorni, in cui Baghdad è stata sottoposta a coprifuoco in occasione della lettura della sentenza del primo processo a Saddam Hussein.
L'ex presidente iracheno Saddam Hussein è tornato oggi in tribunale per il processo per "genocidio" dei curdi. Ieri dall'aula l'ex dittatore aveva lanciato un appello alla riconciliazione tra arabi e curdi.
"Saddam Hussein non puo' essere giustiziato, perche' il precedente governo italiano ha firmato un accordo in tal senso con quello britannico e quello iracheno". Lo ha dichiarato a Radio 24-Il Sole 24 Ore Giovanni Di Stefano, uno degli avvocati di Saddam.
