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"Il Governo non cadra', non ora e neppure domani. Ragazzi la questione e' semplice manca il killer", spiega il Cavaliere in una conversazione tra una stretta cerchia di amici riportata dal quotidiano di Vittorio Feltri.
Silvio Berlusconi
Roma, 21-11-2006
Silvio Berlusconi fa un passo indietro. "Mi sono rotto non faro' piu' il presidente del Consiglio. Non andro' mai al Quirinale, per carita'. Con la politica operativa ho chiuso. "Di Palazzo Chigi ne ho abbastanza - racconta - ho già il nome di chi mi sostituirà ma non lo dico. Per il Capo dello Stato il nome ce l'ho e lo faccio: Gianni Letta. E' il migliore di tutti". Serve un uomo di coraggio che sia in grado di dare una spallata a Prodi, sostiene Berlusconi, ma manca il killer.
Sono destinate a far discutere le parole del leader della Cdl, tratte
da una conversazione con una "stretta cerchia di amici", raccolta dal quotidiano
Libero e dal suo direttore Alessandro Sallusti, anche se il portavoce del
Cavaliere, Paolo Bonaiuti smentisce: "Non ha rilasciato alcuna
intervista".
"Il Governo non cadra', non ora e neppure domani.
Ragazzi la questione è semplice, manca il killer", aggiunge il Cavaliere. "E'
vero che tutta la sinistra vorrebbe disfarsi di questo signore che si sta
occupando solo della sua rete personale - continua Berlusconi riferendosi al
premier, sempre dalle colonne del giornale di Vittorio Feltri - ma per farlo
occorre trovare qualcuno disposto a sferrare il colpo mortale. E su questo non
c'è il minimo accordo".
D'Alema? "No, non si fida ha contro
Fassino e Veltroni - argomenta Berlusconi - Rutelli? Impossibile, i Ds si
allerebbero contro di lui per farlo fuori. I comunisti? E quando mai, non
tornerebbero mai più al governo".
Nel frattempo, il leader dellal CdL si rilegge il libro di memorie, titolo provvisorio 'Il calvario della liberta", ultimato durante l'estate.
