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Il governo si assume la responsabilità dell'indulto perchè "è stata una scelta di civiltà". Così si è espresso oggi il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, intervenendo al 39esimo Congresso degli enti di volontariato penitenziario insieme al Ministro della Giustizia, Clemente Mastella.
Romano Prodi
Roma, 30-11-2006
Il governo si assume la responsabilità dell'indulto perchè "è stata una
scelta di
civiltà". Così si è espresso oggi il Presidente del Consiglio,
Romano Prodi, intervenendo al 39esimo Congresso degli enti di volontariato
penitenziario insieme al Ministro della Giustizia, Clemente
Mastella.
"Abbiamo adottato questa norma perchè non c'era alternativa,
vista la situazione delle carceri. Noi diciamo no alla carcerazione in
condizioni disumane. L'indulto è stata una scelta di civiltà che ha ispirato il
Parlamento, senza ricorrere alla depenalizzazione dei reati", ha continuato il
premier, sottolineando poi che il governo è impegnato "a fare tutto il possibile
perchè cambi il modello di vita nelle carceri".
L'intervento di Prodi è
stato apprezzato da Clemente Mastella che, ringraziando pubblicamente il
presidente del Consiglio per aver condiviso la responsabilità di quella scelta
ha ironicamente osservato: "Non ho mai visto che uno surrogasse altri 705,
perchè tanti sono stati quelli che hanno votato l'indulto, come se dipendesse
solo da me la responsabilità di un atto che è del Parlamento e non del
Governo".
L'ironia del Ministro della Giustizia suscita la risposta del premier che
concorda affermando che "la legge sull'indulto l'hanno votata maggioranza e
opposizione, sapendo che non è una soluzione di lungo periodo
di un
problema. Ma quando non si hanno alternative, si deve scegliere il minor male
assumendosene la responsabilita'. E io mi assumo la responsabilità perché non
c'era alcuna alternativa. Ora dobbiamo lavorare per non essere mai più messi
nelle condizioni di dover scegliere il male minore".
