Chiesa. Papa: L'umanita' gaudente e disperata invoca di essere salvata

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"Dal fondo di questa umanità gaudente e disperata si leva un' invocazione straziante di aiuto". E' la risposta di Benedetto XVI alla domanda se "ha ancora valore e significato un 'Salvatore' per l'uomo del terzo millennio".

 
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Benedetto XVI

Benedetto XVI

Città del Vaticano, 25-12-2006

"Dal fondo di questa umanità gaudente e disperata si leva un' invocazione straziante di aiuto". E' la risposta di Benedetto XVI alla domanda se "ha ancora valore e significato un 'Salvatore' per l'uomo del terzo millennio". Nel messaggio natalizio Urbi et Orbi, il Papa ha elencato la fame e la povertà, pur in tempi "di consumismo sfrenato", l'odio "razziale e religioso", la violenza, il terrorismo, e anche la scelta della morte "credendo di inneggiare alla vita", tra le piaghe che affliggono l'umanità postmoderna.


L'uomo del ventunesimo secolo - ha detto il Papa rivolgendosi al mondo dalla loggia centrale della basilica vaticana - dopo aver raggiunto la Luna e Marte, dopo aver decifrato "i codici meravigliosi del genoma umano", dopo aver reso la terra "un piccolo villaggio globale" grazie all"'oceano virtuale di internet" e alle "piu' avanzate tecnologie multimediali", oggi "si presenta come sicuro ed autosufficiente artefice del proprio destino, fabbricatore entusiasta di indiscussi successi". 
  
"Sembra, ma così non è - ha ammonito Benedetto XVI -. Si muore ancora di fame e di sete, di malattia e di povertà in questo tempo di abbondanza e di consumismo sfrenato. C'e' ancora chi è schiavo, sfruttato e offeso nella sua dignità; chi è vittima dell'odio razziale e religioso, ed è impedito da intolleranze e discriminazioni, da ingerenze politiche e coercizioni fisiche o morali, nella libera professione della propria fede". 
  
E ancora: "c'è chi vede il proprio corpo e quello dei propri cari, specialmente bambini, martoriato dall'uso delle armi, dal terrorismo e da ogni genere di violenza in un'epoca in cui tutti invocano e proclamano il progresso, la solidarietà e la pace per tutti". "E che dire - ha proseguito il Papa - di chi, privo di speranza, è costretto a lasciare la propria casa e la propria patria per cercare altrove condizioni di vita degne dell'uomo? Che fare per aiutare chi è ingannato da facili profeti di felicità, chi è fragile nelle relazioni e incapace di assumere stabili responsabilità per il proprio presente e per il proprio futuro, si trova a camminare nel tunnel della solitudine e finisce spesso schiavo dell'alcool o della droga?". "Che pensare - ha infine sottolineato, non senza un riferimento alle recenti polemiche sull'eutanasia - di chi sceglie la morte credendo di inneggiare alla vita?". 
  
Secondo il Pontefice, "malgrado le tante forme di progresso, l'essere umano è rimasto quello di sempre: una libertà tesa tra bene e male, tra vita e morte. E' proprio lì, nel suo intimo, in quello che la Bibbia chiama il 'cuore', che egli ha sempre necessità di essere 'salvato"'. "E nell'attuale epoca post moderna - ha aggiunto - ha forse ancora più bisogno di un Salvatore, perché più complessa è diventata la società in cui vive e più insidiose si sono fatte le minacce per la sua integrità personale e morale".

Una pace "giusta e duratura" per il Medio Oriente, grazie alla "ripresa del dialogo tra Israeliani e Palestinesi". E' l'appello pronunciato da Benedetto XVI nel suo messaggio natalizio Urbi et Orbi.   "Metto nelle mani del divino Bambino di Betlemme - ha detto il Papa - i segnali di ripresa del dialogo tra Israeliani e Palestinesi, di cui siamo stati testimoni in questi giorni, e la
speranza di ulteriori confortanti sviluppi".

Spero vivamente che la Provvidenza faccia sì che le circostanze permettano un mio pellegrinaggio nella Terra resa santa dagli avvenimenti della Storia della Salvezza" ha affermato Benedetto XVI. "In attesa dell'avveramento di questo desiderio - aggiunge il Papa -, vi incoraggio a proseguire sulla via della fiducia, compiendo gesti di amicizia e di buona volontà".

Dopo il messaggio natalizio Urbi et Orbi dalla loggia centrale della Basilica vaticana, Benedetto XVI ha rivolto ai fedeli di tutto il mondo i suoi auguri natalizi in 62 lingue.

 

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