Politica. Prodi: da Fassino forte sostegno al governo. A Caserta risveglieremo le energie dell'Italia

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"Serve un colpo d'ala, un grande salto di qualità. Il nostro riformismo si misura nei prossimi cinque mesi. Senza le riforme, la Finanziaria perde di senso". La risposta del premier Romano Prodi al pressante invito del segretario Ds Piero Fassino per una accelerazione dello slancio riformista del governo è tutt'altro che indispettita o nervosa: da politico navigato Prodi,

 
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Romano Prodi

Romano Prodi

Roma, 07-01-2007

"Serve un colpo d'ala, un grande salto di qualità. Il nostro riformismo si misura nei prossimi cinque mesi. Senza le riforme, la Finanziaria perde di senso". La risposta del premier Romano Prodi al pressante invito del segretario Ds Piero Fassino per una accelerazione dello slancio riformista del governo è tutt'altro che indispettita o nervosa: da politico navigato Prodi, almeno ufficialmente, preferisce incassare i segnali di consenso all'operato dell'esecutivo e, prima di partire per Bologna, si dice soddisfatto dell'intervista di Fassino, "proprio perché é un sostegno forte al governo".  

Quanto all'invito ad una maggiore 'dose' di riformismo, Prodi ribatte che "riformismo non èaccontentare tutti", quasi a rispondere al segretario diessino che aveva parlato di "un deficit di condivisone popolare" rispetto alla manovra economica del governo. "Abbiamo lavorato duramente in questi mesi - ha continuato Prodi rimanendo sul tema - andremo avanti ora con il programma riformista che ha davanti un orizzonte di 5 anni come in tutti i Paesi e i governi seri". "Con questa Finanziaria - ha proseguito il premier - abbiamo fatto scelte, abbiamo avuto tensioni, ma è molto bello vedere adesso che quando si cominciano a fare i conti, come sulle pensioni, quelle che erano tensioni e avversità si sono trasformate in approvazioni".

Quanto al prossimo vertice casertano, il Professore crede che possa essere l'occasione per "svegliare le energie dell'Italia". Il messaggio che deve uscire dal consesso è "la fiducia di farcela. Da anni ormai questo paese sembra rassegnato a perdere; se continua così non si riesce ad avere successo, mentre io penso che le energie siano fortissime". 

L'intervista di Fassino, tuttavia, non è accolta da tutti gli alleati con altrettanto piacere. "Credo che Fassino faccia male a porre ultimatum e ad estremizzare così le posizioni", dice il capogruppo di Rifondazione al Senato, Giovanni Russo Spena. Il senatore comunista mette le mani avanti: "Noi non siamo il partito dei 'no', siamo aperti al confronto e pronti alla mediazione, ma non si può pensare che al vertice di Caserta si lavori per rendere ininfluente la sinistra radicale. Caserta dovrà essere un luogo di mediazione molto alta". Sempre nell'area più a sinistra dell'Unione arriva il monito dei Verdi. Paolo Cento, sottosegretario all'economia, dice che nel seminario si dovranno mettere tra le priorità "la questione sociale e quella ambientale".

"L'ultimatum di Fassino, peraltro subito respinto dalla sinistra radicale, è pura utopia ed è destinato a fallire", attacca dall'opposizione il presidente dei senatori di An, Altero Matteoli. "A questo punto - prosegue - il voto anticipato resta l'opzione preferibile ma se ciò non fosse possibile l'altra resta un governo transitorio per fare le riforme necessarie al Paese. Altri vertici, come quello di Caserta, non servono a nulla se non a far galleggiare Prodi, che oggi provocatoriamente riesce a trasformare le dure critiche di Fassino in sostegno alla sua azione".

 

La vignetta di Gianni Carino

La vignetta di Gianni Carino