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"Come il mio predecessore" Kofi Annan, ha detto Ban Ki-Moon, "sono convinto che Guantanamo debba essere chiuso... ma mi sembra che il presidente Bush sia anche lui favorevole alla sua chiusura".
Ban Ki-Moon, il segretario generale dell'Onu
New York, 11-01-2007
Il nuovo segretario generale dell'Onu, il sudcoreano Ban Ki-Moon, e'
favorevole alla chiusura del carcere americano di Guantanamo Bay, a Cuba.
Lo ha detto lo stesso Ban, che la prossima settimana vedra'
il presidente Usa George W.Bush alla Casa Bianca, in una conferenza stampa a
Palazzo di Vetro, a cinque anni esatti dall'apertura del carcere in cui si
trovano centinaia di cosiddetti combattenti nemici degli Usa, soprattutto ex
taleban catturati
in Afghanistan.
"Come il mio
predecessore" Kofi Annan, ha detto Ban, "sono convinto che Guantanamo debba
essere chiuso... ma mi sembra che il presidente Bush sia anche lui favorevole
alla sua chiusura".
Per il quinto compleanno del discusso carcere a cinque anni Amnesty
International ha lanciato una campagna mondiale per la chiusura del "carcere
della vergogna", l'organizzazione ha diffuso alcune cifre che riguardano la
struttura e i presunti "combattenti nemici" ospiti a Guantanamo.
-775:
sono gli individui che sono stati rinchiusi a Guantanamo
dall'11 gennaio 2002.
-400: sono i
detenuti di 35 nazionalita' diverse che si trovavano
ancora a Guantanamo alla fine del 2006.
-10: sono i prigionieri che prima di essere trasferiti
Guantanamo sono stati presi in custodia da
altri Paesi
senza alcun procedimento
giudiziario. L'elenco comprende
Afghanistan,
Bosnia ed Erzegovina, Egitto, Gambia,
Indonesia, Mauritania, Pakistan, Tailandia, Emirati Arabi
Uniti e Zambia.
-17: sono i
detenuti che erano minori di 18 anni al momento del
loro trasferimento al centro di detenzione; 4
di loro si
trovano ancora nel carcere di
massima sicurezza.
-345: sono i detenuti che sono stati trasferiti dal
carcere
militare di Cuba in altri Paesi tra i
quali, Afghanistan,
Albania, Bahrain, Belgio,
Danimarca, Egitto, Francia,
Germania, Iran,
Iraq, Giordania, Kuwait, Maldive, Marocco,
Pakistan, Russia, Arabia Saudita, Spagna, Svezia, Sudan,
Tagikistan, Turchia, Uganda, Regno Unito e
Yemen.
-0: nessun prigioniero di Guantanamo e' mai comparso di
fronte
a un tribunale ordinario degli Stati
Uniti.
-10: i prigionieri incriminati per consentire che comparissero
di fronte a commissioni militari giudicate
illegali dalla
Corte Suprema degli Stati
Uniti.
-558: i casi di detenuti riesaminati tra agosto 2004 e marzo 2005
dal Tribunale Usa per la Revisione dello
Status di
Combattente (Csrt). Di questi, 520
sono stati giudicati
combattenti nemici". I
detenuti non hanno potuto avere
assistenza
legale ne' conoscere le prove segrete utilizzate
dal Csrt, che puo' fare affidamento su prove
estorte con la
forza.
-40: i
tentativi di suicidio, di cui 3 portati a compimento nel
giugno 2006.
-200: i detenuti che hanno
intrapreso scioperi della fame per
protestare
contro le condizioni di detenzione.
-14: i detenuti che nel settembre
2006 sono stati trasferiti a
Guantanamo dopo
aver trascorso 4 anni e mezzo in totale
isolamento sotto custodia segreta della Cia.
Amnesty International chiede all'Europa piu' chiarezza sulla vicenda delle
'entraordinary rendition', cioe'le operazioni segrete con cui la Cia ha
trasferito persone sospettate di terrorismo da un Paese ad un altro anche con la
collaborazione di alcuni paesi europei.
"L'Unione europea -
si legge in un comunicato diffuso a Bruxelles - ha impiegato quattro anni per
chiedere la chiusura di Guantamano. Dall'anno scorso non ha nemmeno rinnovato
questa richiesta, mentre e' evidente ora che alcune delle persone detenute
arbitrariamente nella base Usa lo sono grazie all'aiuto di alcuni stati Ue.
"L'Unione europea - si legge nel comunicato - non ha risposto a questa sfida
finora, ma nei prossimi sei mesi la Germania puo' cambiare la situazione.
Assumendosi responsabilita' in relazione a rapimenti ben documentati che hanno
coinvolto cittadini tedeschi sarebbe un primo passo, che darebbe un esempio
forte".
Nella sua raccomandazione alla presidenza Ue, Amnesty mette
in luce altri aspetti per "dare forma ad una politica dei diritti umani
coerente" in Europa. L'organizzazione internazionale chiede un "rigoroso
rispetto dei diritti umani
nella lotta al terrorismo" e una gestione
dell'impatto "problematico" sui diritti per quanto riguarda la lotta
all'immigrazione clandestina. Amnesty chiede anche agli europei di fare
pressioni di Russia, Cina e Usa "ai massimi livelli
perche' rimedino alle
loro carenze in questa materia e ottemperino alle loro responsabilita' a livello
internazionale".
