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Un morto e sette feriti è il bilancio provvisiorio di uno scontro a fuoco avvenuto stamattina ad ad Haifa Street. Truppe americane e irachene hanno aperto il fuoco contro un gruppo di uomini armati nella roccaforte sunnita che si trova a nord della Zona verde di Baghdad.
Ancora violenza in Iraq
Baghdad, 24-01-2007
Un morto e sette feriti è il bilancio provvisiorio di uno scontro a fuoco
avvenuto stamattina ad ad Haifa Street. Truppe americane e irachene hanno
aperto il fuoco contro un gruppo di uomini armati nella roccaforte sunnita che
si trova a nord della Zona verde di
Baghdad.
Secondo le testimonianze di alcuni
abitanti della zona i combattimenti sono scoppiati alle prime ore del mattino a
colpi di mitragliatrice, lanciagranate e mortaio. Il ministro della Cultura,
Jabbar al-Mashhadani, ha raccontato che le forze Usa e irachene hanno fatto
irruzione nell'edificio situato ad Haifa Street attorno alle 9, intimando a
tutti i dipendenti di tornare a casa.
Quindi hanno preso posizione nello stabile, piazzando cecchini sul tetto. Il portavoce dell'esercito, maggiore Steven Lamb, ha parlato di un'operazione per "ripristinare la sicurezza" nella capitale. "Non si tratta di un'azione esclusivamente mirata a colpire ribelli sunniti, ma a isolare tempestivamente tutti i ribelli attivi e a riprendere il controllo di questa zona strategica di Baghdad", nell'area di viale Haifa, sulla riva occidentale del Tigri, ha precisato l'ufficiale.
Bush: in Iraq non possiamo fallire. Sostegno a governo di Baghdad
non è illimitato
Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha
ammesso che la situazione in Iraq non è quella che avrebbe voluto. "Ognuno di
noi avrebbe sperato che questa guerra fosse terminata e vinta", ha dichiarato,
invitando ha ritrovare "la risolutezza e a vincere". "Abbiamo iniziato
largamente uniti, nei presupposti e nelle convinzioni. E per qualsiasi cosa
abbiate votato, non avete votato per un fallimento. Il nostro paese sta
perseguendo una nuova strategia in Iraq e vi chiedo di darle una chance per
farla funzionare. Vi chiedo di sostenere le nostre truppe sul campo e quelle in
partenza", ha proseguito il presidente, chedendo l'appoggio del Congresso a
maggioranza democratica e ricordando il largo consenso ottenuto da senatori e
deputati quando si trattò di autorizzare l'uso della forza in Iraq.
Bush lancia una nuova sfida al
terrorismo
Bush ha parlato anche della sfida rappresentata dal
terrorismo, e ha insistito sui pericoli che giungono anche da parte
dell'estremismo sciita. Dopo aver ricordato la minaccia di al Qaeda e
dell'estremismo sunnita, il presidente ha affermato che ultimamente "è diventato
chiaro che ci troviamo di fronte ad un
crescente pericolo da parte di
estremisti sciiti che sono altrettanto ostili all'America, e altrettanto
determinati a dominare il Medio oriente. Di molti si sa che vengono diretti dal
regime iraniano che finanzia e arma terroristi come Hezbollah, un gruppo secondo
soltanto ad Al Qaeda per gli americani che ha ucciso".
Il piano britannico di ritirare circa 3000 militari dall'Iraq la prossima primavera crea tensioni tra Stati Uniti e Regno Unito. Stando a quanto riferisce oggi il quotidiano Guardian, mentre a Londra il ministro degli Esteri britannico, Margaret Beckett, ha confermato davanti ai Comuni l'intenzione di avviare il rimpatrio dei soldati la prossima primavera, da Baghdad l'ambasciatore Usa, Zalmay Khalilzad, ha auspicato che il contingente britannico presente oggi a Bassora rimanga inalterato.
Con il voto di tutti i membri democratici e di un repubblicano, la commissione Affari Esteri del Senato americano ha approvato una risoluzione che boccia il piano del presidente George W.Bush sull'Iraq.
