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E' una regione del cervello grande quanto una moneta a controllare e a rendere costante la voglia di sigarette in chi fuma. Lo studio è pubblicato su Science.
Analizzati 70 casi di fumatori con danni cerebrali
Roma, 25-01-2007
E' una regione del cervello grande quanto una moneta a controllare
e a rendere costante la voglia di sigarette in chi fuma. E, come dimostrato da
ricercatori della University of Southern California e della University of Iowa,
se questa zona cerebrale viene danneggiata, farla finita con il vizio delle
'bionde' diventa molto piu' facile.
Lo
studio e' pubblicato su 'Science', dove gli scienziati spiegano come la loro
attenzione sia stata attratta da un paziente che, dopo aver subito un danno
proprio a livello dell'insula (la regione del cervello in questione) a causa di
un ictus, ha smesso di fumare da un giorno all'altro le sue 40 sigarette
quotidiane.
Gli esperti spiegano che,
naturalmente, avere problemi cerebrali non puo' essere la soluzione per
liberarsi del pacchetto. Pero', sottolineano che l'aver scoperto il ruolo
'chiave' dell'insula nel controllo della dipendenza dalla nicotina e
probabilmente anche da farmaci, cibo e droghe, evidenziera' nuove strade
terapeutiche da percorrere in futuro. La zona del cervello 'accusata' di
renderci assuefatti al fumo ha il compito di tradurre le informazioni e i
segnali che arrivano da altre parti del corpo in sensazioni concrete; fino a
oggi pero', non aveva stimolato molto l'interesse dei ricercatori alla ricerca
della causa della dipendenza da 'bionde'.
Dopo aver osservato il caso del primo paziente 'magicamente' libero dal
vizio, gli studiosi hanno analizzato altri 70 casi di fumatori che avevano fatto
i conti con danni cerebrali, 19 dei quali a livello dell'insula. Ne e' risultato
che 13 di questi ultimi avevano smesso di fumare e che 12 lo avevano fatto
facilmente e velocemente, senza problemi. Anche se non sono ancora chiari i
motivi di tutto cio', gli scienziati pensano che questo effetto collaterale
'benefico' dei danni all'insula non serva a far diminuire la voglia di mangiare,
ad esempio negli obesi.
"Probabilmente - spiega Antoine Bechara, a capo della ricerca - perche'
nutrirsi e' un bisogno primario e altre zone del cervello potrebbero intervenire
per risvegliare la voglia di cibo. Le ricerche sul ruolo giocato da quest'area
del cervello per smettere di fumare, pero', continuano".
