Vota:
Votata: 5volte,
Indice di gradimento: 3
"Siamo diventati una forza marginale del Paese, siamo oggi un partito degli eletti. Nelle nostre sezioni oggi si discute di più delle liste che della situazione in Medio Oriente". Il leader del correntone Ds, Fabio Mussi, attacca il segretario della Quercia, Piero Fassino.
Fabio Mussi
Roma, 18-02-2007
"Siamo diventati una forza marginale del Paese, siamo oggi un partito degli eletti. Nelle nostre sezioni oggi si discute di più delle liste che della situazione in Medio Oriente". Il leader del correntone Ds, Fabio Mussi, attacca il segretario della Quercia, Piero Fassino.
Questa mattina a Roma, nel corso della presentazione della mozione congressuale “A sinistra, per il socialismo europeo'”, Mussi ha detto che "i Ds sono diventati un gigantesco gioco dell'oca in cui si è tornati al punto di partenza. Occhetto con il suo 16% dovette fare le valigie mentre ora si celebrano i successi di un segretario che ci fa fare il 17,2%".
"Fassino - rincara Mussi - dice: 'tanto poi alla fine verranno tutti'. Piero, innanzitutto ti ricordo che l'adesione è libera, secondo: stai attento alle posizioni serie delle persone serie, quelle che prendono posizione non perché devono o prendere o difendere un incarico".
"Io ti metto in guardia Piero, l'adesione a un nuovo partito è libera. Il
bravo giocatore di scacchi deve prevedere anche le 4 o 5 mosse successive,
altrimenti rischia di perdere la partita".
"Noi vogliamo
andare al congresso per vincerlo e questo vuol dire ottenere al forza
sufficiente per fermare il treno. Forza compagni in questo congresso ce la
possiamo fare".
Gianni Zagato, coordinatore organizzativo della mozione Mussi, non nasconde perplessità e i dubbi su alcuni aspetti della battaglia precongressuale.
Lo sprint vero il congresso Ds è stato lanciato. Davanti alla platea del Teatro Valle in Roma, Fabio Mussi sfida Piero Fassino e lo avverte che "con la propria mozione" il Correntone "andrà al congresso per vincerlo" e questo "vuol dire anche avere la forza sufficiente per fermare il treno" del Partito Democratico che, osserva, "non è detto che nasca".
