Legge elettorale. Prodi: se inizia il dialogo rinviamo il referendum. Fassino e Fini: no al comitato

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Se si avviasse un vero dialogo in Parlamento per cambiare la legge elettorale sarebbe "saggio" rinviare il referendum, ritiene il presidente del Consiglio. "Serve una legge elettorale che non spossessi i cittadini. Adesso la lista dei parlamentari è forzata, messa dai partiti, ci sono candidature plurime. Uno non sa assolutamente chi va in parlamento", ha detto Romano Prodi.

 
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Romano Prodi

Romano Prodi

Bari, 03-03-2007

Se si avviasse un vero dialogo in Parlamento per cambiare la legge elettorale sarebbe "saggio" rinviare il referendum, ritiene il presidente del Consiglio. "Serve una legge elettorale che non spossessi i cittadini. Adesso la lista dei parlamentari è forzata, messa dai partiti, ci sono candidature plurime. Uno non sa assolutamente chi va in parlamento", ha detto Romano Prodi.

Fini e Fassino: no a un comitato di riforma
Secondo il leader dei Ds, Piero Fassino la riforma elettorale può procedere secondo un percorso ordinario: "La proposta che noi avanziamo intende usare gli strumenti parlamentari ordinari affinchè il confronto sulla riforma della legge elettorale avvenga nelle commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato".

Anche il leader di An Gianfranco Fini, a Bari per la Conferenza del suo partito sul Mezzogiorno, boccia l'ipotesi del ministro delle Riforme Vannino Chiti di istituire un comitato parlamentare ad hoc per modificare la legge elettorale.

"Non ho ben capito questa proposta di riesumare un comitato - spiega Fini - non mi interessa chi lo dovrebbe presiedere e men che meno mi interessa, ammesso che sia vera, l'ipotesi di poterlo presiedere. Ci sono le commissioni Affari costituzionali, c'è l'Aula del Parlamento".

Rutelli: accordo maggioranza-opposizione
Sulla legge elettorale "maggioranza e opposizione si devono mettere d'accordo". E' l'auspicio del vicepremier e leader della Margherita, Francesco Rutelli, intervistato dal Tg1. "Ha ragione il premier Romano Prodi quando dice di fermare il referendum per un anno. Vogliamo cambiare con la Costituzione la legge elettorale, poiché non vogliamo più dipendere dalle scelte o dai capricci di uno o due senatori", ha detto Rutelli.

Mastella: inaccettabile far 'sparire' i più piccoli
Timori e cautele arrivano invece dal leader dell'Udeur Clemente Mastella che non accetta "nessuna preclusione pregiudiziale" e avverte: "L'idea goffa, espressa da qualcuno, di mettere da parte i piccoli partiti non è accettabile.Non è vero che i piccoli partiti devono scomparire: i piccoli partiti c'erano anche nella Prima Repubblica, l'unica cosa che non vedo oggi sono i grandi partiti".

 

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