Iraq, confermata la condanna a morte dell'ex vice di Saddam

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Oggi quattro soldati americani sono morti ed altri nove sono stati feriti in una serie di attacchi separati in Iraq.

 
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Taha Yassin Ramadan

Taha Yassin Ramadan

Baghdad, 15-03-2007

E' stata confermata in appello la condanna a morte pronunciata in primo grado il 12 febbraio scorso dall'Alto Tribunale Speciale di Baghdad a carico dell'ex vice presidente iracheno, Taha Yassin Ramadan.  

Il riesame della pronuncia in secondo grado era scattato automaticamente; nessun ricorso è più ammesso. L'ex vice di Saddam Hussein sarà dunque il quarto gerarca del passato regime dittatoriale a essere messo a morte dopo lo stesso rais, il suo fratellastro Barzan Ibrahim al-Tikriti, all'epoca responsabile dei servizi segreti militari, e Awad Ahmed al-Bandar, già capo della Suprema Corte Rivoluzionaria. Come nei casi precedenti, l'esecuzione di Ramadan avverrà mediante impiccagione. Saddam fu giustiziato il 30 dicembre scorso, gli altri due qualche settimana più tardi.

Ancora violenze in Iraq   
Quattro soldati americani sono morti ed altri nove sono rimasti feriti in una serie di attacchi separati in Iraq. Ne hanno dato notizia fonti militari statunitensi, secondo cui due soldati sono rimasti uccisi e quattro feriti in due distinti attacchi a Baghdad, mentre altri due sono morti in azioni di combattimento nella provincia occidentale di Al Anbar, roccaforte dell'insurrezione sunnita. Con le ultime vittime è salito quasi a 3.200 il numero dei soldati americani uccisi in Iraq dall'inzio della guerra il 20 marzo del 2003.

La polizia irachena ha reso noto che nell'intera giornata di ieri in varie zone di Baghdad sono stati ritrovati almeno 16 cadaveri, gettati in strada o nelle discariche, mentre altri 11 almeno sono stati ritrovati a Baquba, 57 km a nord-est della capitale.
  
Gran parte dei corpi, sia a Baghdad che a Baquba, avevano le mani legate dietro la schiena e mostravano evidenti segni di tortura, hanno detto le stesse fonti, aggiungendo che con ogni probabilità si tratta di vittime della violenza interconfessionale.
  
Da ormai un mese è in corso a Baghdad una massiccia operazione antiterrorismo denominata Imporre la Legge, a cui partecipano circa 90 mila uomini, tra forze di sicurezza irachene e soldati americani.
  
Ieri, fonti militari irachene hanno affermato che negli ultimi 30 giorni il numero dei civili uccisi a Baghdad è sceso da 1.440 a 265, così come è notevolmente calato il numero degli attentati e quello dei cadaveri abbandonati nelle strade.

 

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