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Prima sospeso e poi annullato il Tar del Lazio ha compiuto il suo ciclo sul "Decreto Turco" con cui il ministro della Salute decise che andava alzato da mezzo a un grammo la quantita' massima di cannabis consentita.
Paolo Ferrero
Roma, 21-03-2007
Prima sospeso e poi annullato il Tar del Lazio ha compiuto il suo ciclo sul
'decreto Turco', il provvedimento con cui il ministro della Salute decise che
andava alzato da mezzo a un grammo la quantità massima cannabis consentita.
Il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero ha dichiarato che il
governo potrebbe ricorrere contro la sentenza del Tar del Lazio. I giudici della
III sezione quater del Tar del Lazio, hanno infatti oggi depositato le
motivazioni della sentenza con la quale hanno accolto il ricorso proposto dal
Codacons, dall'Associazione Articolo 32 e dall'Aima (Associazione italiana per i
diritti del malato).
Le motivazioni che hanno spinto le tre associazioni a presentare il ricorso
contro il decreto Turco comprendono "la violazione dei principi ispiratori del
Decreto del presidente della Repubblica 309/90 come modificato dalla legge 49/06
(Fini-Giovanardi) - ricorda la sentenza del Tar Lazio - dell'articolo 32 della
Costituzione e dei principi generali di buon andamento della pubblica
amministrazione; eccesso di potere per illogicità manifesta: considerato che è
scientificamente dimostrata la nocività della cannabis, gli effetti del decreto
appaiono in contrasto con la tutela della salute; l'assenza dei dati in base ai
quali il ministero ha ritenuto di poter raddoppiare la dose
consentita".
Il decreto, inoltre, "contravveniva all'attività e ai
primari obiettivi del Servizio sanitario nazionale". Infine, rispetto
all'aumento delle dosi di droghe 'leggere' detenibili per uso personale, "non
sono stati valutati gli effetti deleteri delle sostanze in questione sul piano
della personalità individuale, sulla capacità critica e sul corretto sviluppo
della personalità dei giovani". In pratica, "non è stato motivato l'interesse
pubblico alla modifica del precedente decreto".
"Il decreto del ministro della Salute del 4 agosto 2006 - scrivono i giudici
amministrativi nella sentenza - deve essere annullato in quanto la motivazione
dell'atto, peraltro esclusivamente orientata nell'ambito delle ragioni
sanitarie, non spiega le ragioni delle scelte operate, nè esse vengono
adeguatamente giustificate sulla base di approfondimenti tecnici specifici sugli
effetti dannosi delle sostanze stupefacenti in
questione".
Ferrero: annulleremo il dl sulle
soglie
Il governo non intende ricorrere al Consiglio di Stato contro
la sentenza del Tar che ha annullato il decreto Turco sulla cannabis, ma
annullerà il decreto del precedente governo che fissava le quantità massime di
droga detenibili senza incorrere in sanzioni penali. Lo ha annunciato il
ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero nel corso della trasmissione su
La7 'Otto e mezzo'.
