Afghanistan, la CdL si spacca. Fassino: importante il si' Udc

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Polemiche roventi in seno alla Casa delle Liberta' a poche ore dal voto in Senato (ore 21.30) sul rifinanziamento delle missioni italiane all'estero

 
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L'aula di Palazzo Madama

L'aula di Palazzo Madama

Roma, 27-03-2007

L'Udc conferma il sì al decreto legge che rifinanzia la missione militare italiana in Afghanistan e voterà in Senato, però, anche a favore degli ordini del giorno presentati dalla Lega e da Forza Italia. L'annuncio del capogruppo al Senato Francesco D'Onofrio, al termine di una riunione dei senatori centristi,presenti anche Pier Ferdinando Casini e il segretario Lorenzo Cesa, non chiude le polemiche roventi nate nel centrodestra, a Palazzo Madama, a poche ore dal voto (atteso per le 21.30) sul rifinanziamento delle missioni all'estero. Polemiche che trovano una pronta eco nelle parole del segretario dei Ds Piero Fassino, per il quale "il voto a favore dell'Udc è politicamente importante". 

"Il no dei capigruppo di Forza Italia, AN e Lega all'accettazione dell'ordine del giorno dell'Udc è un aiuto al governo". Nelle parole del vicepresidente del Senato, il centrista Mario Baccini, l'irritazione dell'Udc per il 'no' degli alleati. "Se questo è il clima - conclude - non ci resta che prenderne atto".

"Sul piano delle battute verrebbe da dire da stampella a stampella siamo finiti nello stesso armadio", ironizza il responsabile organizzativo dell'Italia di mezzo, Stefano Graziano, che poi aggiunge: "Naturalmente non è così. Pensiamo che sia la nobiltà di un disegno politico che muove sia l'Italia di Mezzo che l'Udc. Con le loro differenza ma anche con qualche affinità".

L'affondo di Calderoli
"Ha proprio ragione Berlusconi quando parla di teatrino della politica, visto si è riusciti a parlare per una settimana di un cosa che non esiste, ovvero di un ordine del giorno presentato dall'Udc sull'Afghanistan che nessuno aveva mai visto", attacca Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie della Lega e vice presidente del Senato.

"Tutto questo - prosegue - nonostante da una settimana continuassi a sostenere che il termine per la presentazione degli emendamenti e degli ordini del giorno fosse scaduto lunedi' scorso, quindi il 19 marzo, alle 19, e visto che per giorni sono stato inascoltato sabato sono arrivato a utilizzare  un'espressione eccessiva, di cui oggi me ne scuso, ovvero che 'Casini e l'Udc devono smettere di prendere per il culo il Paese'. Oggi, nella riunione dei capigruppo del Senato, con la negazione da parte del presidente Marini alla riapertura dei termini per depositare ordini del giorno, si è certificato non solo l'inesistenza di ordini del giorno dell'Udc negli atti del Parlamento, ma anche la complicità mediatica di tutti coloro che hanno scritto e parlato di una cosa che potrebbe essere oggetto solo di una trasmissione su Rai 3, "Chi l'ha visto?"...".

A sinistra
Il senatore 'dissidente' dell'Unione, Franco Turigliatto, non ha cambiato opinione e voterà 'no' al decreto di proroga delle missioni militari italiane all'estero. "Sì, ho deciso: voterò sì, ma con il sangue agli occhi", dice invece Franca Rame, che scioglie la sua riserva e annuncia il voto favorevole al governo Prodi per il decreto legge sulle missioni all' estero.

 

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