Conferenza sull'Iraq, a Sharm Rice apre al dialogo con Siria e Iran

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"Ci sono concrete possibilità" che si possano svolgere dei colloqui tra il segretario di Stato americano Condoleezza Rice e il ministro degli Esteri iraniano Mottaki e quello siriano Muallim, secondo quanto comunciato dal Dipartimento di Stato USA.

 
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Vertice blindato

Vertice blindato

Sharm el Sheikh, 03-05-2007

"Ci sono concrete possibilità" che si possano svolgere dei colloqui tra il segretario di Stato americano Condoleezza Rice e il ministro degli Esteri iraniano Mottaki e quello siriano Muallim. Lo ha precisato questa mattina a Sharm El Sheikh il portavoce del Dipartimento di Stato Sean McCormack parlando con i giornalisti.

Il portavoce ha precisato che il probabile bilaterale con la Siria sarà centrato "solo sull'Iraq e la stabilizzazione dell'Iraq". Contemporaneamente la televisione egiziana assicurava che l'incontro con i siriani avverrà già oggi a margine del vertice egiziano sull'Iraq.

Conferenza per il futuro dell'Iraq
Il  ministro degli Esteri egiziano Ahmed Aboul Gheit ha aperto oggi a Sharm el Sheikh, sul Mar Rosso, la Conferenza internazionale sull'Iraq con un appello affinché la riconciliazione nazionale "divenga da sogno realtà". L’obiettivo del vertice è approvare un piano quinquennale per ristrutturare l'economia e riportare la stabilità in Iraq.

Alla Conferenza, nella grande sala del nuovo Centro dei Congressi di Sharm, sono presenti ministri degli Esteri di una cinquantina di Paesi ed esponenti di organizzazioni internazionali, compreso il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

A rappresentare gli Stati Uniti il segretario di Stato, Condoleeza Rice: "Il messaggio più importante che porterò a Sharm, è che un Iraq stabile, unito e democratico sarà il pilastro della stabilità in Medio Oriente e che un Iraq instabile, e che non sia un Iraq di tutti, sarà fonte di instabilità per la regione".

Il ministro degli Esteri italiano, Massimo D’Alema, ha parlato di "speranze di distensione e di pace", sottolineando che "è la prima volta che i ministri degli Esteri iraniano, siriano e statunitense si siedono allo stesso tavolo".

 

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