Genova, 13-06-2007
A Genova è in corso il processo ai poliziotti accusati di violenze e
maltrattamenti nella scuola Diaz nei giorni del G8, nel luglio del 2001. Oggi in
aula testimonianza shock di Michelangelo Fournier, all'epoca vice questore
aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma. Fournier ha definito le scene di
pestaggi cui ha assistito come "operazioni da macelleria messicana". Il
dirigente di polizia ha ammesso di non aver parlato finora per spirito di corpo.
La testimonianza di FournierFournier era al comando
del più grosso reparto entrato alla Diaz. Dopo aver riconfermato di aver
giudicato l'irruzione nella scuola: "Un'operazione di macelleria messicana", il
dirigente della Ps ha fatto una importante ammissione rispondendo alle domande
del pubblico ministero Enrico Zucca: "Quando sono arrivato nella scuola ho visto
quattro poliziotti, due in divisa, due in borghese che al primo piano
infierivano su una decina di persone a terra, non erano miei uomini".
"Non ho detto la verità per senso di
appartenenza"Immediata la richiesta del Pm Zucca che ha chiesto a
Fournier come mai non avesse mai detto prima di aver assistito al pestaggio.
Fournier ha risposto: "Non erano uomini miei e se non l'ho detto prima l'ho
fatto per senso di appartenenza al corpo. Comunque non ho mai pronunciato la
frase 'basta, basta, basta' che mi viene attribuita".
"Arrivato al primo
piano dell'istituto - ha detto - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro
poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su
manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana".
Nelle
dichiarazioni invece rese precedentemente dal poliziotto ai pubblici ministeri
Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini il poliziotto aveva raccontato di aver
trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto. "Sono rimasto
terrorizzato e basito - ha spiegato - quando ho visto a terra una ragazza con la
testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a
quel punto che gridai: 'basta basta' e cacciai via i poliziotti che
picchiavano".
Fournier, sollecitato dalle domande del Pm Francesco
Cardona Albini ha aggiunto: "Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi
che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei
uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze". Fournier ha
poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei soccorsi
con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sé una cassetta di pronto
soccorso. "Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la
ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo".
Chiesta
commissione d'inchiesta
Indignate le reazioni di Rifondazione
Comunista, Verdi e Comunisti Italiani, che chiedono la istituzione di una
commissione parlamentare di inchiesta. "Dopo le ammissioni dell'allora
vicequestore e oggi imputato Fournier, circa l'effettiva pesantezza usata dalle
forze di polizia all'interno della Diaz, ora - afferma Pino Sgobio, capogruppo
del partito dei Comunisti Italiani alla Camera - è più urgente che mai
dar vita ad una commissione d'inchiesta che accerti definitivamente la verita'
sui fatti del G8".