Csm: 200 magistrati spiati dal Sismi. Pollari: mai svolto attivita' non consentite

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"Magistrati militanti": cosi' vengono definiti nei documenti raccolti ed esaminati dal Csm i giudici spiati e schedati dall'ex funzionario del Sismi Pio Pompa. Nell'elenco delle toghe spiate, sotto la voce "aree di sensibilita' ", compaiono tra l'altro i nomi di "Colombo, D'Ambrosio, Caselli, Bruti Liberati". Pollari si difende.

 
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Niccolo' Pollari, ex capo del Sismi

Niccolo' Pollari, ex capo del Sismi

Milano, 04-07-2007

"Magistrati militanti". Così vengono definiti nei documenti raccolti ed esaminati dal Csm i giudici spiati e schedati dall'ex funzionario del Sismi Pio Pompa. Ci sono molti nomi noti della Procura di Milano, assieme a quelli di colleghi di Torino, Roma, Palermo; oltre a due ex presidenti dell'Anm e ad una decina tra consiglieri in carica ed ex rappresentanti delle toghe a Palazzo dei Marescialli, tutti di Md e membri di Medel, indicata nella documentazione trovata nell'archivio di via Nazionale come "il deus ex machina di quel movimento internazionale dei magistrati militanti", all'epoca presieduta dall'ex leader della corrente di sinistra delle toghe Ignazio Patrone.

Nomi citati nei documenti trovati nell'archivio di via Nazionale, come risulta dalla risoluzione approvata oggi dal Csm.

203 magistrati europei, 46 sono italiani
Un elenco aggiornato al marzo 2002 "comprende 203 magistrati di 12 Paesi europei: 46 sono italiani". Tra i documenti acquisiti ci sono "appunti esplicativi del progetto di osservazione e intervento del Sismi su settori della magistratura definiti 'portatori di pensieri e strategie destabilizzanti (...) e vicini ai partiti della passata maggioranza'", quella di centrosinistra: obiettivi, la "neutralizzazione di iniziative, politico-giudiziarie, riferite direttamente a esponenti dell'attuale maggioranza di governo e/o di loro familiari". Nell'elenco delle toghe spiate, sotto la voce "aree di sensibilità", compaiono tra l'altro i nomi di "Colombo, D'Ambrosio, Caselli, Bruti Liberati, Almerighi, Natoli, Ingroia, Principato, Sabella, Mancuso (Dap/Na), Mancuso (Bo), Salvi, Cesqui, Lembo, Casson"; mentre tra i "supporter e/o braccio armato" vengono elencati "Borrelli, Davigo, Boccassini, Greco, Taddei, Ichino, Carnevali, D'Ambrosio e Colombo". Sempre dal documento del Csm risultano citati Livio Pepino (attuale consigliere Csm) e l'ex segretario di Md Ignazio Patrone. "Specifiche schede biografiche o indicative dei rapporti intrattenuti dagli interessati con personalità politiche italiane e non, sono dedicate ad Armando Spataro, Stefano Dambruoso, Domenico Gallo".

C'è poi un "promemoria", trovato sempre nell'archivio di via Nazionale, che riguarda la "rete informativa utilizzata dal magistrato francese di collegamento presso il ministero di Grazia e Giustizia, Emmanuel Barbe", che "risulterebbe da tempo in stretti rapporti con diversi esponenti del cosiddetto movimento dei 'giuristi militanti'": viene segnalata la sua "asserita propensione a predisporre ed usufruire di una propria efficace rete 'informativa' in grado di interagire sul duplice versante politico e giudiziario".

Pollari: il Sismi ha svolto solo attività consentite
"Il Sismi da me diretto, mai, dico mai, ha svolto attività non consentite, tanto meno nei confronti di uomini politici, di magistrati o di giornalisti". Lo ha detto l'ex direttore del servizio, Niccolò Pollari, in un'intervista rilasciata al Tg5.

"Il Sismi da me diretto - ha proseguito Pollari - in un periodo di guerre, si è occupato di evitare attentati in Italia o contro obiettivi italiani, di salvare vite umane e di portare in salvo cittadini italiani, e non solo, sequestrati in Paesi ad alto rischio".
"Non esiste - ha scandito - nè in via Nazionale, nè in altro luogo alcun archivio del Sismi che contenga dossier illeciti nei confronti di chiunque, nè esiste alcun documento da utilizzare a fini intimidatori nei confronti di chicchessia".

I file in questione, ha aggiunto, "rinvenuti nei computer personali del dottor Pompa, che aveva funzioni di analista di fonti aperte, specie di analista internet, recano documentazione sua personale. Si tratta, peraltro, per quanto mi è dato di conoscere, di dati e notizie di fonti giornalistiche, attinti dai giornali, libri e siti internet, aperti e disponibili per chiunque legga o navighi nel web. Mai tali atti e documenti sono stati trasmessi al servizio o sono stati utilizzati in alcun modo dal Sismi".

"Non ritengo perciò accettabile - ha concluso l'ex direttore del Sismi - che vengano emessi pronunciamenti in assenza di conoscenze complete ed adeguate dei fatti e che si celebrino processi mediatici ai danni di un'istituzione repubblicana che ha operato solo per garantire la sicurezza dello Stato e dei cittadini italiani in momenti così delicati e difficili per il Paese".


 

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