Milano, 04-07-2007
"Magistrati militanti". Così vengono definiti nei documenti raccolti ed
esaminati dal Csm i giudici spiati e schedati dall'ex funzionario del Sismi Pio
Pompa. Ci sono molti nomi noti della Procura di Milano, assieme a quelli di
colleghi di Torino, Roma, Palermo; oltre a due ex presidenti dell'Anm e ad una
decina tra consiglieri in carica ed ex rappresentanti delle toghe a Palazzo dei
Marescialli, tutti di Md e membri di Medel, indicata nella documentazione
trovata nell'archivio di via Nazionale come "il deus ex machina di quel
movimento internazionale dei magistrati militanti", all'epoca presieduta dall'ex
leader della corrente di sinistra delle toghe Ignazio Patrone.
Nomi
citati nei documenti trovati nell'archivio di via Nazionale, come risulta dalla
risoluzione approvata oggi dal Csm.
203 magistrati europei, 46
sono italianiUn elenco aggiornato al marzo 2002 "comprende 203
magistrati di 12 Paesi europei: 46 sono italiani". Tra i documenti acquisiti ci
sono "appunti esplicativi del progetto di osservazione e intervento del Sismi su
settori della magistratura definiti 'portatori di pensieri e strategie
destabilizzanti (...) e vicini ai partiti della passata maggioranza'", quella di
centrosinistra: obiettivi, la "neutralizzazione di iniziative,
politico-giudiziarie, riferite direttamente a esponenti dell'attuale maggioranza
di governo e/o di loro familiari". Nell'elenco delle toghe spiate, sotto la voce
"aree di sensibilità", compaiono tra l'altro i nomi di "Colombo, D'Ambrosio,
Caselli, Bruti Liberati, Almerighi, Natoli, Ingroia, Principato, Sabella,
Mancuso (Dap/Na), Mancuso (Bo), Salvi, Cesqui, Lembo, Casson"; mentre tra i
"supporter e/o braccio armato" vengono elencati "Borrelli, Davigo, Boccassini,
Greco, Taddei, Ichino, Carnevali, D'Ambrosio e Colombo". Sempre dal documento
del Csm risultano citati Livio Pepino (attuale consigliere Csm) e l'ex
segretario di Md Ignazio Patrone. "Specifiche schede biografiche o indicative
dei rapporti intrattenuti dagli interessati con personalità politiche italiane e
non, sono dedicate ad Armando Spataro, Stefano Dambruoso, Domenico
Gallo".
C'è poi un "promemoria", trovato sempre nell'archivio di via
Nazionale, che riguarda la "rete informativa utilizzata dal magistrato francese
di collegamento presso il ministero di Grazia e Giustizia, Emmanuel Barbe", che
"risulterebbe da tempo in stretti rapporti con diversi esponenti del cosiddetto
movimento dei 'giuristi militanti'": viene segnalata la sua "asserita
propensione a predisporre ed usufruire di una propria efficace rete
'informativa' in grado di interagire sul duplice versante politico e
giudiziario".
Pollari: il Sismi ha svolto solo attività
consentite"Il Sismi da me diretto, mai, dico mai, ha svolto
attività non consentite, tanto meno nei confronti di uomini politici, di
magistrati o di giornalisti". Lo ha detto l'ex direttore del servizio, Niccolò
Pollari, in un'intervista rilasciata al Tg5.
"Il Sismi da me diretto -
ha proseguito Pollari - in un periodo di guerre, si è occupato di evitare
attentati in Italia o contro obiettivi italiani, di salvare vite umane e di
portare in salvo cittadini italiani, e non solo, sequestrati in Paesi ad alto
rischio".
"Non esiste - ha scandito - nè in via Nazionale, nè in altro luogo
alcun archivio del Sismi che contenga dossier illeciti nei confronti di
chiunque, nè esiste alcun documento da utilizzare a fini intimidatori nei
confronti di chicchessia".
I file in questione, ha aggiunto, "rinvenuti
nei computer personali del dottor Pompa, che aveva funzioni di analista di fonti
aperte, specie di analista internet, recano documentazione sua personale. Si
tratta, peraltro, per quanto mi è dato di conoscere, di dati e notizie di
fonti giornalistiche, attinti dai giornali, libri e siti internet, aperti e
disponibili per chiunque legga o navighi nel web. Mai tali atti e documenti sono
stati trasmessi al servizio o sono stati utilizzati in alcun modo dal Sismi".
"Non ritengo perciò accettabile - ha concluso l'ex direttore del Sismi -
che vengano emessi pronunciamenti in assenza di conoscenze complete ed adeguate
dei fatti e che si celebrino processi mediatici ai danni di un'istituzione
repubblicana che ha operato solo per garantire la sicurezza dello Stato e dei
cittadini italiani in momenti così delicati e difficili per il Paese".