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Valentino Rossi dovrebbe versare al fisco tasse che vanno calcolate su 60 milioni di imponibile non dichiarato dal 2000 al 2004. Rischia una multa fino a circa 100 milioni.
Valentino Rossi
Roma, 08-08-2007
Valentino Rossi dovrebbe versare al fisco tasse che vanno calcolate su
60 milioni di imponibile non dichiarato dal 2000 al 2004. Per tale motivo, a
parte le sanzioni di carattere penale per l'omissione di dichiarazione di un
importo superiore ai 75 mila euro, rischia una multa fino a circa 100 milioni.
Il centauro, che in questi giorni si trova al centro delle cronache per
la love story con Elisabetta Canalis, ha ricevuto un accertamento
milionario dall'ufficio di Pesaro.
"Vivo a Londra, citta' straordinaria, sin dal 2000 e di questo e'
a conoscenza
tutto il mondo. Naturalmente ritorno anche in Italia a trovare i
miei familiari, i miei amici ed a trascorrere le vacanze. Tutti sanno altresi'
che per sette mesi all 'anno giro il mondo per lavoro. Il fisco fa giustamente
il proprio mestiere ma ritengo che questo genere di questioni vada discusso
nelle sedi a cio' preposte. I miei consulenti stanno comunque gia' esaminando la
questione", ha detto il centauro
In un primo momento, secondo
indiscrezioni, sembrava che l'imposta evasa ammontasse a 60 milioni: in realta'
questo e' l'imponibile, l'imposta non
pagata ammonterebbe invece a circa 25
milioni, piu' gli interessi di mora.
La sanzione applicata varia da 2 a 4
volte l'imposta evasa: in questo caso, arriverebbe ai 100 mln. Anche se, alcuni
tributaristi sostengono che nel 90% dei casi e piu', gli 'imputati' preferiscono
patteggiare avvantaggiandosi cosi'di sanzioni che vengono ridotte perfino di un
terzo.
Il padre: "Non so niente"
"Non so niente, un
mio amico mi ha letto qualcosa poco fa, da un sito web, ma io di questa storia
non so nulla, e non so neppure dove sia Valentino". Come sempre, Graziano Rossi,
padre del campione di motociclismo, tutela a 360 gradi l'immagine e la privacy
del figlio, anche in relazione alla presunta evasione fiscale da 60 milioni di
euro, per la quale la Agenzia delle Entrate, ufficio di Pesaro, ha notificato al
pilota il 3 agosto, a Tavullia, un avviso di accertamento.
L'evasione è
legata alla sua decisione di trasferire la residenza in Gran Bretagna il 15
marzo del 2000. Un' operazione, quella di emigrare, che sarebbe stata attuata
con il solo scopo di non pagare le tasse in Italia. La ricostruzione effettuata
sulla base delle indagini condotte dall'ufficio di Pesaro dell'Agenzia, in
collaborazione con la direzione regionale delle Marche e la Direzione centrale
accertamento, avrebbe certificato che Rossi in questi anni, e piu' precisamente
dal 6 aprile 2000, ha presentato le dichiarazioni tributarie in Inghilterra, ma
per cifre irrisorie, attestando di essere residente ma
non domiciliato.
