Oggi tavolo sulla sicurezza: stretta sulle scarcerazioni

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Riunione sui temi della legalita' oggi a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Prodi, il ministro dell'interno Amato, il ministro della Difesa Parisi e il Guardasigilli Mastella. Il pacchetto di misure che il governo discutera' questa mattina prevede un intervento per togliere dalle strade anche ambulanti, mendicanti e graffitari.

 
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Il ministro dell'interno Amato

Il ministro dell'interno Amato

Roma, 04-09-2007

Giro di vite sulla custodia cautelare, cosi' da evitare il rischio delle cosiddette 'scarcerazioni facili', vale a dire il pericolo che il criminale catturato dalle forze di polizia per reati di diffuso allarme sociale, come ad esempio il furto o la rapina, torni in liberta' prima del processo; stretta sulle misure patrimoniali con l'ipotesi di rendere automatici il sequestro e la confisca dei beni nel caso dei reati di mafia. In vista del tavolo di oggi, a palazzo Chigi, sulla sicurezza, anche il ministro della Giustizia ha dato incarico ai suoi uffici tecnici di studiare alcune ipotesi che potrebbero tradursi in un ddl.
  
Come annunciato alla festa dell'Udeur dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, gli uffici di via Arenula hanno predisposto un pacchetto di proposte per definire le misure che consentano la certezza della pena. "Perche' e' vero, la liberta' va garantita e tutelata - ha detto in quell'occasione il Guardasigilli - ma ci deve essere la certezza della pena per garantire la sicurezza dei cittadini".
  
Al tavolo convocato dal premier Prodi, al quale oltre a Mastella parteciperanno anche i ministri dell'Interno Giuliano Amato e Difesa Arturo Parisi, si discutera' dunque la strategia da mettere in campo nella lotta alla grande criminalita' - che la strage di Ferragosto a Duisburg ha mostrato in tutta la sua forza - ma anche e soprattutto alla piccola delinquenza, quella che genera negli italiani una forte sensazione di insicurezza e nei confronti della quale i cittadini chiedono la massima fermezza da parte dello Stato, come ha dimostrato il consenso raccolto dall'ordinanza del sindaco di Firenze sui lavavetri.      

"L'incontro era in agenda da tempo - sottolinea non a caso palazzo Chigi - ma questo non toglie che l'attualita' abbia reso l'appuntamento ancora piu' stringente". E l'obiettivo, chiarisce il governo, e' proprio quello di "ragionare su come dare forma organica ai provvedimenti che abbiano incidenza sul territorio". La riunione sara' quindi l'occasione per parlare di sicurezza a 360 gradi, facendo il punto sulle iniziative da attuare per coordinare gli interventi relativi al rispetto della legalita'.
  
Entro settembre il governo presentera' un disegno di legge in cui dovrebbero confluire le proposte di via Arenula per garantire la certezza della pena e quelle del Viminale per un miglior coordinamento delle iniziative di contrasto. Ddl che, secondo Mastella, sara' un banco di prova per il governo, per trovare una unanime "linea di condotta" sul tema della criminalita'. L'obiettivo del disegno di legge e' anche quello di fornire un quadro di riferimento nazionale per gli interventi sulla legalita'. Da un lato quindi le norme serviranno a garantire ai comuni la piena autonomia decisionale; e, anzi, si puntera' a valorizzarne il lavoro. Dall'altro a fare in modo che risulti piu' difficile, se non impossibile, per le attivita' illegali 'spostarsi' sul territorio a seconda delle risposte dei comuni. Proprio oggi il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, e' tornato a chiedere "maggiori poteri ai sindaci", spezzando una lancia anche a favore dei poteri commissariali per i primi cittadini per assicurare interventi tempestivi.
  
Il discorso sulla criminalita' e sulla sicurezza va comunque affrontato, secondo Mastella, "senza demagogie" dettate dalle contingenze. Un punto sul quale, secondo indiscrezioni, convergerebbe anche il ministro Parisi. Il titolare della Difesa sarebbe infatti per una linea "ferma e coerente" ma allo stesso tempo "non emotiva e frutto di contingenze" guidata da "facili consensi". Perche', ed e' questo un punto cui il ministro della Difesa tiene molto e che gia' in diverse occasioni ha avuto modo di sottolineare, per ottenere risultati concreti non bastano le norme ma serve una cultura delle difesa e della sicurezza che e' carente tanto nel paese quanto nella coalizione.

La mappa delle illegalita'
Dopo i lavavetri e' l'ora di commercianti, parcheggiatori abusivi, writers e mendicanti insistenti: sono numerosi i provvedimenti assunti dai sindaci, di destra come di sinistra, per affrontare i tanti fenomeni verso i quali i cittadini sono insofferenti e contro i quali chiedono interventi piu' incisivi.
  
Le polemiche, come e' noto, sono partite dall'ordinanza del comune di Firenze, in vigore dal 27 agosto, che vieta il mestiere di lavavetri, prevede il sequestro di spazzole e secchi e la denuncia penale con pene fino ai tre mesi di arresto o una multa di 206 euro. L'iniziativa di Firenze era stata anticipata di qualche mese da un simile provvedimento a Salerno e anche a Bari ci si stava pensando, mentre il sindaco di Trieste Dipiazza ha emesso il 30 agosto un'ordinanza contro lavavetri, accattonaggio e commercio abusivo per "intralcio e pericolo alla circolazione". A Milano era gia' stata scelta la strada della sanzione di 50 euro per violazione del regolamento che vieta di lavare i veicoli sulle strade, mentre Vicenza e Padova dicono di aver gia' risolto il problema sostituendo agli incroci le rotatorie.  

Altri  comuni si sono impegnati nella lotta alla prostituzione: a Padova ha suscitato polemiche l'ordinanza firmata in primavera dal sindaco Flavio Zanonato, che multa i clienti delle lucciole. Il provvedimento prevede sanzioni da 25 a 500 euro e sancisce il "divieto a chiunque di fermare il veicolo per contrattare sulla pubblica via prestazioni sessuali a pagamento". Ad Alessandria, per scoraggiare i frequentatori delle prostitute che esercitano ai bordi delle strade, il sindaco Piercarlo Fabbio ha firmato a meta' agosto un'ordinanza con una serie di misure che vanno dal divieto di arresto delle vetture, alle multe per chi indossa abiti indecorosi. A Padova e Mestre sono in corso sperimentazioni di aree nelle quali 'confinare' il fenomeno della prostituzione. A Spresiano (Treviso) il sindaco Cristiano Belliato ha deciso di 'colpire' indirettamente le prostitute chiedendo ai proprietari che affittano loro le case  la prova che tutto e' in regola con il fisco. A Roma, dopo le telecamere, i clienti delle prostitute sono passibili di multa: cosi' prevede un'ordinanza firmata in febbraio dal sindaco Walter Veltroni. Ultimo in ordine di tempo, il sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, che con una ordinanza vieta dalle 21 alle 6 del mattino ai conducenti di veicoli di fermarsi, sostare, rallentare, frenare, procedere a passo d'uomo o eseguire manovre di accostamento in alcune zone della citta'.

A Venezia i vigili urbani sono stati autorizzati ad usare il videofonino per filmare l'acquisto di merce illegale. Sul litorale veneto, da Bibione a Sottomarino, per iniziativa del vice presidente della Giunta regionale, Luca Zaia, in agosto sono stati lanciati due milioni di volantini in quattro lingue con la scritta "aiutando l'illegalita' si aiuta la criminalita"'. Lo stesso Zaia ha poi proposto di dotare i bagnini delle funzioni di pubblica sicurezza e dopo la morte di una turista che si era fatta fare un massaggio in spiaggia, ha chiesto una legge speciale contro il fenomeno.

Multe da 25 a 500 euro per lavavetri, venditori abusivi, distributori di volantini e mendicanti 'insistenti' che disturbino gli automobilisti, sono state previste in una ordinanza firmata dal sindaco di Viareggio (Lucca), Marco Marcucci. A Roma il sindaco Veltroni ha annunciato l'avvio dell' attivita' di un gruppo di vigili urbani dedicato al contrasto di degrado e abusivismo

Sul fronte dei writers, invece, l'idea piu' originale e' del sindaco di Ventimiglia Gaetano Scullino, che ha invitato i cittadini, promettendo riconoscimenti pubblici onorifici, a riprendere con fotocamere digitali e telefonini i sei graffitari piu' attivi in citta' che, da soli, sono accusati di aver provocato danni per oltre 300 mila euro al patrimonio pubblico e privato. E non e' tutto: ha anche inviato ai condomini della citta' 270 avvisi di rifacimento delle facciate deturpate da disegni, murales e quant'altro. A Roma, Torino e in altre citta' sono stati concessi spazi nei quali i writers possano esprimersi, cosi' anche migliorando spazi degradati.

 

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