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"L'aborto non e' un diritto umano", e il Papa chiede agli austriaci di non togliere dalla loro legge sull'interruzione di gravidanza "la qualifica di ingiustizia" per l'aborto.
Benedetto XVI
Vienna, 07-09-2007
"L'aborto non e' un diritto umano", e il Papa chiede agli austriaci di
non togliere dalla loro legge sull'interruzione di gravidanza "la qualifica di
ingiustizia" per l'aborto. Benedetto XVI lo ha affermato nel discorso ad
autorita' e corpo diplomatico di Vienna. Ha anche condannato l"'eutanasia" ed
espresso il "timore" che "un giorno possa essere esercitata una pressione non
dichiarata o esplicita sui malati gravi o anziani perche' chiedano la morte o se
la diano da se"'.
"Il diritto alla vita - ha detto il Papa - e' il
diritto umano fondamentale, il presupposto per tutti gli altri diritti" e
l'aborto e' una "ferita sociale", come disse il cardinale austriaco Franz
Koenig. "Nel dire questo - ha proseguito - non esprimiamo un
interesse specificamente ecclesiale, ci facciamo piuttosto avvocati di una
richiesta profondamente umana e ci sentiamo
portavoce dei nascituri che non
hanno voce". "Non chiudo gli occhi - ha sottolineato - davanti ai problemi e ai
conflitti di molte donne e mi rendo conto che la credibilita' del nostro
discorso dipende anche da quel che la Chiesa stessa fa per venire in aiuto alle
donne in difficolta"'.
A Judenplatz, al Memoriale alle vittime
dell'Olocausto, papa Benedetto XVI si è raccolto in silenzio per qualche
attimo, sotto la pioggia. Prima della guerra, la comunità ebraica austriaca
contava 200.000 ebrei: oggi sono 10.000. Il gesto del Papa è stato
gradito dai responabili della comunità ebraica, il capo Ariel Muzicant, e il
rabbino capo Paul Chaim Eisenberg, il quale in segno di rispetto indossava una
Kippa bianca, un onore riservato solo alle importanti feste ebraiche.
Il gesto, aveva spiegato Benedetto XVI ai giornalisti a bordo dell'aereo che lo ha condotto in Austria, vuole "mostrare la nostra tristezza e il nostro pentimento e l'amicizia con i nostri fratelli ebrei per andare avanti in questa grande unione che Dio ha creato con il suo popolo".
Il monumento alla Shoà, dell'artista inglese Rachel Whiteread, inaugurato nel 2000, raffigura un cubo che simboleggia una biblieteca piena di libri di pietra. Tutti i libri sono rivolti verso l'interno e non leggibili da fuori. Sulla lastra per terra sono scritti i nomi dei 41 luoghi dove durante il nazismo sono stati uccisi ebrei austriaci. La "biblieteca senza nomi" ha anche una porta sulla facciata, non è accessibile. Il Memoriale è collegato con il vicino museo Misrachi Haus che ricorda invece i nomi di tutti i 65.000 ebrei austriaci sterminati nella Shoa.
Dopo la commemorazione a Judenlatz il Papa si è recato alla Nunziatura. Nel pomeriggio gli incontri istituzionali alla Hofburg, l'ex palazzo imperiale.
"Vado in Austria per confermare la gente nella fede perché oggi abbiamo bisogno di Dio e una vita senza Dio è senza orientamento: il relativismo relativizza tutto, il bene e il male non sono più distinguibili - ha detto Benedetto XVI - Devo esprimere che abbiamo bisogno di Cristo".
