GM, dopo 37 anni e' sciopero. Azienda e sindacato ad un bivio

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GM rischia lo sciopero in 80 impianti in 30 stati con l’obiettivo di una struttura più snella e più flessibile che consenta di restare competitivi con i costruttori giapponesi Toyota e Honda.

 
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Lavoratori Gm davanti alla fabbrica di Lake Orion

Lavoratori Gm davanti alla fabbrica di Lake Orion

Detroit, 25-09-2007

I lavoratori della General Motors hanno annunciato lo sciopero dopo il fallimento della trattativa tra azienda e sindacati sugli aumenti in busta paga. GM rischia lo sciopero in 80 impianti in 30 stati con l’obiettivo di una struttura più snella e più flessibile che consenta di restare competitivi con i costruttori giapponesi Toyota e Honda.  

GM, scrive oggi il New York Times, è in posizione migliore di qualche anno fa per sopportare lo sciopero: la maggior parte della produzione ora avviene fuori dagli USA, in Canada, Messico, Europa. E si sta rapidamente espandendo in Cina, destinata a diventare il primo mercato mondiale di auto.

Il problema dell’azienda però è che ha perso più di $12 miliardi negli ultimi due anni, è stata costretta a chiudere decine di impianti, tagilare migliaia di posti di lavoro e offrire incentivi ai pensionamenti. Una GM più piccola significa anche che ci sono meno lavoratori pronti a manifestare e che lo stop alla produzione farà meno danni all’azienda. Il sindacato U.A.W. negli anni ’70 rappresentava circa il 80% dei lavoratori, allora i lavoratori erano 400mila e si fermarono per 67 giorni consecutivi.

Negli ultimi anni la U.A.W. è stata più cooperante con l'azienda, lavorando fianco a fianco con il Personale per il piano di incentivi ai prepensionamenti ad esempio. Ma ieri, per usare le parole di un esperto citato dal NYTimes, il sindacato ha voluto provare "che non siamo completamente supini". Il sindacato paga 200$ a settimana i lavoratori che scioperano e dispone di 900 milioni per protrarre la protesta almeno per due mesi. 

Secondo fonti vicine alla trattativa GM avrebbe chiesto ai sindacati due ordini di salari e mano libera sui licenziamenti. La trattativa

con Gm doveva servire da modello anche per quelle con gli altri

due colossi Usa dell'auto, Ford e Chrysler. L'ultimo sciopero nazionale alla Gm era stato proclamato nel 1998 e in quell'occasione gli impianti erano rimasti chiusi

per 53 giorni, con un costo per l'azienda stimato in due

miliardi di dollari. Gm attualmente ha scorte a sufficienza per

far fronte alla domanda a medio termine di auto ed ha

liquidita' in cassa per reggere a un breve sciopero.

Per il Wall Street Journal i problemi della GM sono quelli degli altri giganti dell'auto 'made in USA': Ford tornerà ai profitti non prima del 2009 e perde 12 miliardi l'anno. GM ha perso $10.6 miliardi nel 2005 e soffre un gap di $30-per-ora sul costo del lavoro labor rispetto alle concorrenti giapponesi. Il sindacato non rappresenta più 400mila lavoratori, ma 73mila. 

 

La vignetta di Gianni Carino

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