Nel suo discorso, il segretario generale ha volto lo sguardo anche verso Myanmar, l'ex Birmania, dove da oltre una settimana sono in corso proteste contro il regime militare. Ban Ki-Moon ha rinnovato l'appello alle autorita' "alla massima moderazione" e ha sottolineato che "e' necessario che si vada subito al dialogo tra le parti".
Ban Ki-Moon
New York, 25-09-2007
L'Iraq è diventato un problema del mondo. Lo ha detto oggi il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon inaugurando i lavori della 62esima Assemblea Generale dell'Onu.
Ban, che ha incontrato al Palazzo di Vetro il presidente americano George W. Bush, ha ribadito la determinazione dell'Onu a svolgere un ruolo più importante sul fronte della riconciliazione e dell'assistenza umanitaria, ma ha messo in guardia che "la sicurezza dello staff" delle Nazioni Unite "è prioritaria".
Nel suo discorso, il segretario generale ha volto lo sguardo anche verso Myanmar, l’ex Birmania, dove da oltre una settimana sono in corso proteste contro il regime militare. Ban Ki-Moon ha rinnovato l'appello alle autorità "alla massima moderazione" e ha sottolineato che "è necessario che si vada subito al dialogo tra le parti",
Poi l’auspicio di una riforma dell’Organizzazione delle Nazioni Unite: "Dobbiamo modernizzarci. Dobbiamo affrontare un cambiamento climatico interno alle Nazioni Unite. Semplificare, razionalizzare, delegare".
Permettere all'Iran di dotarsi di armi nucleari e' un "rischio inaccettabile per la stabilità della regione e del mondo", e potrebbe portare alla guerra. E' questo l'avvertimento lanciato da Nicolas Sarkozy nel suo intervento alla 62sima Assemblea generale delle Nazioni Unite in corso a New York.
E' lunga la lista dei 'cattivi' stilata da George W. Bush di fronte all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Su tutti spiccano Iran, Zimbabwe e Cuba i cui rappresentanti per protesta hanno lasciato l'aula durante l'intervento del presidente americano.
Si dice che i soldati si siano rasati i capelli per potersi infiltrare tra i monaci, che siano state sgombrate le prigioni per far posto agli arrestati e anche gli ospedali per eventuali feriti. Ma secondo alcune stime sono 100mila i manifestanti a Yangon.
