Vota:
Votata: 5volte,
Indice di gradimento: 3
Ora i ministri titolari del provvedimento, Interni e Giustizia, lavoreranno alle modifiche. Giuliano Amato e Clemente Mastella faranno un giro di consultazioni con quei colleghi che hanno sollevato obiezioni affinché il prossimo Cdm fili liscio.
Romano Prodi
Roma, 24-10-2007
"Ci sono ancora cose da ampliare" nel provvedimento. Il Consiglio dei ministri ha dovuto rinviare l’approvazione del pacchetto sulla sicurezza per divergenze interne al governo.
Il voto finale dovrebbe arrivare martedì “per avere un voto il più possibile vicino all'unanimità dal momento che si tratta di un provvedimento considerato prioritario dal governo”.
In un primo momento, il ministro Alfonso Pecoraro Scanio, aveva annunciato il sì dell’esecutivo. Ma il ministro per la Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, ha spiegato: “Ci sono stati troppi pareri diversi, le notizie che sono uscite sono false".
"Le divergenze erano varie, dall'entita' della pena per chi vende borse
contraffatte alle pene da infliggere a chi fa una scritta sui muri con le
bombolette spray".
Ora i ministri titolari del
provvedimento, Interni e Giustizia, lavoreranno alle modifiche. Giuliano Amato e
Clemente Mastella faranno un giro di consultazioni con quei colleghi che hanno
sollevato obiezioni affinché il prossimo Cdm fili liscio.
"Ci sono tematiche ed esigenze vitali per il nostro Paese che dovrebbero essere tenute fuori dal clima di concitazione che la vita politica e istituzionale sta attraversando".
Secondo il ministro dei Beni culturali, tuttavia,"la crisi non è affatto inevitabile: è stata annunciata infinite volte. E sempre, ancora ieri, la maggioranza ha superato la prova".
"Sulla stagione finita" del governo Prodi "bisognerà interrogarsi nel futuro. E se, per caso, si decidesse l'interruzione a questa esperienza di governo, la parola tocca al presidente della Repubblica".
Le pregiudiziali sul decreto che accompagna la manovra vengono bocciate con soli due 'no' di vantaggio (158 a 156) e sulla sospensiva la maggioranza si salva per un voto (157 a 156), che vede ancora una volta determinante la presa di posizione dei senatori a vita. Oggi si torna a votare.
