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L'umanità - questa la tesi di fondo dello studio delle Nazioni Unite - sta cambiando il clima così rapidamente e sta consumando le risorse della terra con una tale voracita' che lascerà alle future generazioni un pianeta devastato.
Pianeta sempre piu' caldo e inquinato
New York, 26-10-2007
Se avete l'impressione di aver già sentito questa
notizia, nessun problema. L'allarme lanciato dai 390 esperti dell'Agenzia delle
Nazioni Unite sull'ambiente è solo l'ultimo in ordine di tempo. Ma le 570
pagine del 'GEO-4',
il rapporto sulle prospettive globali della
terra realizzato sui dati degli ultimi 20 anni, iniettano anche nel lettore
più scettico una dose di inquietudine difficile da
ignorare.
L'umanità - questa la tesi di fondo
dello studio - sta cambiando il clima così rapidamente e sta consumando le
risorse della terra con una tale
voracita' che lascerà alle future generazioni un pianeta
devastato. Insomma, dopo le
cinque estinzioni di massa degli ultimi 450 milioni di anni, "la
sesta è in corso e questa volta
causata dall'uomo". Il clima sta
cambiando piu' velocemente ora che negli ultimi 500.000 anni. La temperatura
media si è innalzata di 0,74 gradi nel secolo scorso e crescerà invece da
1,8 a 4 gradi entro il 2100. A partire del 1850 undici degli anni più caldi si
sono registrati negli ultimi 12 anni.
I colpevoli siamo noi, gli oltre sei miliardi
di abitanti del pianeta, ormai così tanti che "l'ammontare delle risorse
necessarie a sostenerli supera quelle disponibili". E nel 2050, dice il report,
saremo 8, o forse quasi 10
miliardi di abitanti. Vovremo in una terra
più brutta: il 60% dell'ecosistema è stato danneggiato
ed è ancora sfruttato a livelli
insostenibili.
Dall'ambiente alla lotta alla povertà: "in
Africa il degrado della terra e la desertificazione sono una vera minaccia
e la produzione di cibo pro capite è scesa del 12% dal 1981". Gli
africani che vivono sotto la linea
della povertà sono aumentati negli ultimi 20 anni passando dal 47,6% del 1985 al
59% del 2000.
Se per l'uomo
GEO4 prevede un futuro ricco di nubi, magari tossiche, non va meglio per gli
animali: "Il 30% degli
anfibi, il 23% dei mammiferi e il 12% degli uccelli sono
minacciati".
Ma,
dirà qualcuno, sono gli altri ad inquinare più di noi: la Cina, l'India, il
Brasile. Vero, ma il rapporto Onu non fa sconti: "Alcuni dei progressi
ottenuti nella riduzione dell'inquinamento nei Paesi più ricchi - si legge -
sono stati possibili solo a spese dei più poveri dove sono state spostate le
produzioni industriali e il loro impatto negativo".
Unico
elemento incoraggiante per continuare a sperare, nonostante tutto, in
un'inversione di tendenza è l'eliminazione del 95% dei Cfc i famigerati
clorofuorocarburi causa del buco dell'ozono. Come dire che agire si può, e i
risultati si vedono. Ora però, dicono gli esperti, bisogna far presto:
e tagliare prima possibile dal 60
all'80% le emissioni di gas serra. Per lasciare a figli e nipoti un
pianeta vivibile.
