Storico voto dell'Onu: si' alla moratoria della pena di morte

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La III commissione dell'Onu ha approvato la risoluzione sulla moratoria dell'esecuzione della pena di morte con 99 voti a favore. Hanno votato contro 52 paesi. Gli astenuti sono stati 33.

 
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Il Consiglio di sicurezza Onu

Il Consiglio di sicurezza Onu

New York, 15-11-2007

La III commissione dell'Onu ha approvato la risoluzione sulla moratoria dell'esecuzione della pena di morte con 99 voti a favore.  Hanno votato contro 52 paesi. Gli astenuti sono stati 33.

Ultimo miglio al cardiopalma. Ma il messaggio che le Nazioni Unite hanno inviato ai Paesi che ancora permettono le esecuzioni è forte è chiaro: fermate il boia.

E' un risultato storico che premierebbe la coesione europea e l'impegno del governo italiano e che arriva in tandem con un importante segnale dagli Stati Uniti dove la Corte Suprema ha fermato in extremis la mano del boia della Florida confermando l'orientamento alla moratoria di fatto sulle iniezioni letali.
 
"E' un grosso successo per il Paese, per il governo italiano, per il Parlamento e per la società civile", ha detto l'ambasciatore italiano Marcello Spatafora uscendo dall'affollatissima aula della Terza Commissione dove la risoluzione che chiede agli stati di adottare una moratoria delle esecuzioni in vista della loro abolizione" è arrivata oggi in dirittura d'arrivo.

Il documento approvato dovrà essere poi ratificato dall'Assemblea Generale ma il segnale che arriva oggi è importantissimo: già due volte negli anni Novanta (nel 1994 e nel 1999) i Paesi del partito della pena di morte erano riusciti a far deragliare iniziative simili spaccando la coesione europea.
  
"Stavolta invece l'Europa ha tenuto", ha commentato soddisfatto il sottosegretario agli esteri Gianni Vernetti, a New York per seguire in aula l'ultima tratta della maratona.

"I 27 sono rimasti uniti. Ed è stata premiata la capacità dell'Italia e dell'Europa di costruire una vasta coalizione". Gli sponsor della risoluzione sono stati 87: "L'Onu – ha detto Vernetti -  scrive oggi una pagina importante per il diritto internazionale sottolineando l'inalienabilità del diritto alla vita".

La risoluzione sulla moratoria, come tutti i documenti dell'Assemblea Generale, non ha valore vincolante ma forte peso morale: chiede "la moratoria delle esecuzioni in vista della loro abolizione" e fa appello agli Stati che hanno la pena di morte a "ridurne progressivamente" l'uso e "il numero di delitti per i quali puo' essere imposta". Con un rinvio ai principi della carta delle Nazioni Unite e "richiamando" la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, la risoluzione chiede al segretario generale Ban Ki-moon di far rapporto sulla sua attuazione alla 63esima Assemblea Generale che si aprirà a New York nel settembre 2008.

 

La vignetta di Gianni Carino

La vignetta di Gianni Carino