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Per il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo si tratta di "una provocazione che lascia il tempo che trovo assurda e da rimproverare nella maniera piu' assoluta".
Giorgio Bettio
Treviso, 04-12-2007
"Usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino". Ha usato queste parole, a quanto scrive "La Tribuna", il consigliere leghista di Treviso Giorgio Bettio, intervenuto durante il consiglio comunale per dare il suo appoggio all'ordinanza anti-sbandati e chiedere metodi piu' duri contro gli stranieri che abitano in città.
"Non e' possibile che gli immigrati vengano a vivere nei nostri condomini e poi comincino a comportarsi come Ras di quartiere o terroristi - dice Bettio - dovrebbero rispettare le regole e invece prima fanno finta di non capire poi, se redarguiti, passano alla minacce. Il decreto e' troppo tenero".
"Gli immigrati che chiedono la residenza, se in possesso dei requisiti, dovrebbero essere messi sotto osservazione per sei mesi". E ancora: "Nel momento in cui ottengono la residenza - dice - la commissione dovrebbe assumersi il compito di seguirne gli spostamenti e controllarne il comportamento andando a chiedere informazioni anche ai vicini di casa. Passati questi primi sei mesi - continua Bettio - se gli stranieri si sono comportati bene, allora possono restare, in caso contrario devono essere sottoposti ad altri tre mesi di verifica e poi espulsi".
Poi l'affondo: "Sarebbe giusto fargli capire come ci si comporta usando gli
stessi metodi dei nazisti. Per ogni trevigiano a cui recano danno o disturbo,
vengono puniti dieci extracomunitari".
Per il sindaco di Treviso
Giampaolo Gobbo si tratta di "una provocazione che lascia il tempo che
trovo assurda e da rimproverare nella maniera più assoluta".
"Sappiamo benissimo - spiega Gobbo - che queste sono cose che non si devono
fare. Inoltre, Bettio non è più iscritto alla Lega Nord anche se è nella
maggioranza in consiglio comunale".
L'ira della
Menapace
