Omicidio Biagi, confermate tre condanne su quattro

Vota:

Votata: 0volte,

Indice di gradimento: n.c.

La I sezione penale della Cassazione ha confermato l' ergastolo per i brigatisti Marco Mezzasalma e Roberto Morandi, accusati dell' omicidio del giuslavorista Marco Biagi, avvenuto a Bologna il 19 marzo 2002. Confermata anche la condanna a 21 anni di reclusione per Simone Boccaccini. Annullata, invece, con rinvio ad altra sezione della corte d'assise d'appello di Bologna, la condanna all' ergastolo inflitta a Diana Blefari Melazzi.

 
  • Condividi:
  • Ok Notizie
  • Technorati
  • Virgilio
  • Stampa
  • Segnala
  • Dimensioni originali
  • Zoom +
  • Zoom + +
 
La camera di consiglio e' durata quattro ore

La camera di consiglio e' durata quattro ore

Roma, 08-12-2007

Esce con una sostanziale conferma il verdetto col quale la Corte d'assise d'appello di Bologna, il 6 dicembre 2006, aveva condannato i brigatisti accusati dell' omicidio del giuslavorista Marco Biagi, avvenuto a Bologna il 19 marzo 2002. La V sezione penale della Cassazione ha infatti confermato l'ergastolo per Roberto Morandi - il killer di riserva del gruppo di fuoco - e per Marco Mezzasalma - l'esperto informatico dei neobrigatisti - e la condanna a 21 anni di carcere per Simone Boccaccini - che avrebbe dovuto prendere Morandi dopo il delitto.
  
Da rifare, invece, il processo a Diana Blefari Melazzi, l'affittuaria romana del covo di via Montecuccoli, l'ultimo delle Br. Nei suoi confronti e' stata annullata con rinvio, ad altra sezione della corte d'assise d'appello di Bologna, la condanna del carcere a vita. Probabilmente - ad avviso della suprema corte - non ci sono sufficienti indizi della sua responsabilita' nell' omicidio del consulente dell' ex ministro Roberto Maroni. Di questo avviso e' stato il sostituto procuratore generale di Piazza Cavour, Alfredo Montagna, che nella sua requisitoria aveva chiesto un nuovo giudizio per accertare il coinvolgimento della Blefari Melazzi. Secondo Montagna, mancavano prove che andassero al di la' di un semplice "interesse" della donna, assai lontano da un "indizio di responsabilita"'.     

Nei confronti di Boccaccini pendeva il ricorso della Procura di Bologna, che chiedeva il ripristino della condanna all' ergastolo, emessa in primo grado. Anche il Pg di Piazza Cavour aveva espresso questo parere, in quanto ha ritenuto Boccaccini "non meritevole di un piu' clemente trattamento sanzionatorio rispetto agli altri brigatisti". Ma, evidentemente, gli 'ermellini' hanno considerato sufficiente la condanna a 21 anni. L'avvocato dei familiari di Biagi, Guido Magnisi - al termine delle arringhe degli avvocati, attorno alle 18,30 - aveva ribadito che "la famiglia del giuslavorista non vuole vendetta ma solo giustizia".
  
Le motivazioni della decisione della Cassazione saranno depositate tra un mese. La camera di consiglio e' durata quattro ore e i supremi giudici hanno trattato solo questo caso.  Confermati anche i risarcimenti ai familiari di Biagi (circa un milione e 600 mila euro, ma nessuno dei condannati e' solvente) e quello nei confronti del Consiglio dei Ministri (300 mila euro), del ministero dell' Interno (500 mila) e del ministero del Lavoro (700 mila).
  
Ad uccidere Biagi era stato Mario Galesi, il brigatista ucciso il 2 marzo 2003 in un conflitto a fuoco sul treno dove rimase ucciso l'agente Emanuele Petri. Anche la sua compagna Nadia Lioce e' stata condannata all' ergastolo in appello e non ha fatto ricorso in Cassazione.

 

Tag

Giustizia

 

La vignetta di Gianni Carino

La vignetta di Gianni Carino